Avere figli fa invecchiare: ecco i risultati di uno studio americano

diventare mamma
   

Diventare mamma è una delle esperienze più belle ed emozionanti che possano capitare a una donna e cambia per sempre la sua vita.

Da quel momento in poi si metterà il piccolo al di sopra dei propri bisogni ma si vedrà anche il corpo completamente rivoluzionati.

La cosa che in pochi sanno è che affrontare una gravidanza e un parto invecchia le rappresentanti del sesso femminile, almeno a livello cellulare. Questi hanno gli stessi effetti sull’organismo più di fumo e obesità.

Gli effetti della gravidanza sul DNA femminile

Secondo una ricerca condotta presso la George Mason University e pubblicata sulla rivista “Human Reproduction”, una donna che ha un figlio invecchia di almeno 11 anni. A parlare non è tanto il suo aspetto estetico quanto il DNA. In particolare, sono state tenute sotto controllo le condizioni di salute di 2.000 donne americane in età riproduttiva. I risultati sono stati chiari: quelle che avevano dato alla luce un bambino avevano i marker genetici alterati. Per la precisione i loro telomeri erano più corti del 4,2% rispetto a quelli delle donne che non avevano mai affrontato una gravidanza.

Questa percentuale è pari a 11 anni di invecchiamento cellulare, una quantità simile a quella provocata dal fumo, e aumenta man mano che si partorisce. “Abbiamo scoperto che le donne che hanno avuto cinque figli o più hanno telomeri più corti rispetto a quelli di donne che non hanno avuto figli e relativamente più corti rispetto a quelli di donne che hanno avuti uno, due, tre o quattro”, ha dichiarato l’epidemiologa Anna Pollack, una delle principali autrici dello studio. Per il momento, non è chiaro a cosa condurranno questi risultati, l’unica cosa certa è che non si vogliono convincere le donne a non affrontare una dolce attesa per rimanere giovani a lungo.

NelloPaolo Pignalosa

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

×

Iscriviti alla nostra pagina Facebook