Chi ama gli animali è più intelligente degli altri. Uno studio lo conferma

parlare con un leone
   

Chiunque abbia un cane o un gatto, sa bene cosa si prova a parlare con loro. Nei momenti di solitudine o sconforto, spesso troviamo conforto nel rivolgerci a loro come se fossero delle persone.

Per molte persone questo è un atteggiamento da pazzi, pensiero, specialmente, di chi non ha un animale domestico e quindi non può capire cosa si prova.Alcuni studi scientifici hanno completamente ribaltato queste credenze.

Infatti, secondo uno studio condotto da Gary D. Sherman e Jonathan Haidt, dell’Università di Harvard, le persone che amano gli animali e che hanno spesso una conversazione con loro, sono più intelligenti e non dei pazzi.

Lo studio si è focalizzato sull’atto di attribuire agli animali una personalità umana o antropomorfa. Questa tendenza, o antropomorfismo, è un atteggiamento che si ha fin da bambini, per questo è considerato infantile e stupido.

In realtà, come è confermato dal prof. Nicholas Epley, docente di Scienze Comportamentali all’Università di Chicago, è proprio questa capacità di rendere umane le cose, che ci rende intelligenti.

Lo studio condotto dai due studiosi ha evidenziato di come l’antropomorfismo, sia esteso anche agli oggetti inanimati. Non a caso impariamo fin da bambini a giochiamo con bambole e peluche, dandogli un nome e parlando con loro.

La condizione posta nello studio dei due scienziati, è applicabile pure nel caso delle bambole o dei pupazzi, e a qualsiasi età. L’antropomorfismo, però non è applicabile soltanto a teneri cagnolini o a soffici peluche, è infatti da sempre usato nelle scienze naturali.

Quante volte capita di sentire al telegiornale della scia di distruzione di un uragano che porta un nome umano. Questo è un comportamento comune da parte dei meteorologi affibbiare questi nomi, così come per molti è routine parlare con il proprio cane (o gatto) mentre lo stiamo vizia in qualche maniera.

Oltre a essere più intelligenti della altre persone, chi ha questo atteggiamento denota una spiccata creatività. Comportarci in questo modo, però, non è utile soltanto per noi umani

Le persone che parlano con gli animali sono più intelligenti di quelle che non lo fanno

Infatti, trattando frequentemente il nostro animale da compagnia come se fosse una persona, parlando con lui, imparerà nel tempo a riconoscere vocaboli diversi, la tonalità della voce per capire il nostro stato d’animo. L’aumento della capacità di provare empatia nell’animale, quindi è una diretta conseguenza dell’antropomorfismo.

Quindi non c’è bisogno di vergognarsi se venite sorpresi per strada, mentre parlate con il vostro cane, oppure se vi rivolgete al vostro gatto come se fosse l’amico di una vita.

Bisogna ignorare chiunque possa guardare con aria confusa. Ora anche la scienza si schiera apertamente e anche se fosse, solo chi possiede un animale può sapere quanto sia intelligente.

NelloPaolo Pignalosa

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