Imprese innovative e rivolte al sociale sostengono le famiglie nella gestione degli impegni quotidiani, dal risparmio sui vestiti dei bambini al supporto a parenti malati

Famiglia. Foto di Mabel Amber, still incognito... da Pixabay1
Famiglia. Foto di Mabel Amber, still incognito… da Pixabay1

Bonus bebé, assegno familiare, dichiarazioni Isee, indennità di accompagnamento. E ancora: residenze assistite, centri diurni, badanti. Assistere un genitore anziano, oppure crescere un figlio in un paese che invecchia non è facile. Gli over 65 sono l’unica frazione di popolazione italiana in aumento (+560mila) dal 2015, mentre il calo demografico è costante. In Italia un cittadino su cinque è anziano (13,8 milioni, il 22,8% della popolazione), mentre i giovani fino a 14 anni sono circa 8 milioni (13,2%). In mezzo, gli individui in età attiva: 38,6 milioni (64%).

In questo panorama, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, secondo una recente denuncia di Save the Children e 7,3 milioni di persone (il 14,9% della popolazione) sono caregiver di un familiare. Si tratta in gran parte di donne tra i 45 e i 64 anni che nel 60% dei casi hanno dovuto abbandonare la loro attività lavorativa. Per finire, circa 1 milione di persone è affetto da Alzheimer, mentre i malati di Parkinson sono circa 300mila.

Le opportunità

Lo studio The Silver Economy, eseguito nel 2018 e voluto dalla Commissione europea, ha indicato che 199 milioni di europei dai 50 anni su, il 39% dell’intera popolazione, sono già protagonisti di questa nuova economia. La previsione è che nel 2025 diventeranno 222 milioni, pari al 43% della popolazione. I loro consumi valgono già 3.700 miliardi di euro, e nel 2025 la cifra salirà a 5.700 miliardi.

In questo scenario un aiuto può arrivare dalle startup innovative, che in Italia sono 10.426, il 2,8% di tutte le società di capitali di recente costituzione. I gig worker italiani, secondo un’indagine Inapp, sono 213.150, mentre le piattaforme di sharing economy sono arrivate nel 2016 a quota 206, di cui 68 in crowdfunding. Laddove non arriva il welfare quindi, la digital economy può fornire a sorpresa una stampella con soluzioni rapide e innovative. Ecco cinque, utili startup che aiutano le famiglie a districarsi tra spese, pratiche burocratiche, educazione dei figli e supporto ai genitori con fragilità.

Sportello mamme

Fondato dalla consulente fiscale Carolina Casolo nel 2017, Sportello mamme fornisce gratuitamente informazioni su contributi, indennità, premialità statali o comunali spettanti a mamme e papà. Per scoprire quali sono basta collegarsi al sito e rispondere a un questionario su età del figlio, Comune di residenza, Isee, nucleo familiare, condizione lavorativa. Sportello mamme si occupa anche della presentazione di pratiche online, garantendone l’evasione in 48 ore, dei solleciti e dei controlli di liquidazione.

È possibile acquistare un servizio di presentazione domanda per ogni tipo di sussidio: dai 30 euro per il bonus bebé, ai 40 euro per l’assegno familiare, fino ai “pacchetti” come il “kit dimissioni volontarie, Naspi, Maternità” a 140 euro. Il portale ha effettuato finora 750 consulenze, aiutato 360 mamme, disincagliato 170 pratiche e sollecitato 420 bonus asili nido.

Oltre il 65% delle pratiche di premio nascita e il 92% di maternità obbligatorie delle libere professioniste che si rivolgono a noi – rileva l’osservatorio di Sportello mamme – si blocca tra i meandri burocratici per problemi tecnici, errori di lavorazione degli operatori o perdita dei documenti. Circa il 28% delle mamme che si rivolgono a noi ha ricevuto richieste di demansionamento o delocalizzazione dopo il parto e si sono trovate a un bivio tra la Naspi o la necessità di un’assistenza legale”.

Anche le famiglie hanno bisogno di orientamento quando nasce un figlio. Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/smpratt90-6113802/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2610205">Stephanie Pratt</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2610205">Pixabay</a>” width=”1050″ height=”590″ srcset=”https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-1.jpg 1050w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-6.jpg 696w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-7.jpg 400w” sizes=”(max-width: 1050px) 100vw, 1050px”><figcaption class=Anche le famiglie hanno bisogno di orientamento quando nasce un figlio. Foto di Stephanie Pratt da Pixabay

Neogenes

Quanto costa ogni anno vestire il proprio bebé fra 0 e 3 anni? Tra i 2.000 e i 2.500 euro, secondo Virginia Soana, fondatrice di Neogenes, startup che veste neonati in modo sostenibile ed economico. Prendere in affitto mensile un kit personalizzato costa dai 48 euro per il kit base (30 articoli) ai 57,9 euro per quello grande (55 articoli). Il noleggio può durare uno, tre, sei o dodici mesi, con altrettanti kit a disposizione ed è possibile pagare a rate, interrompendo il servizio in ogni momento. I vestiti adatti alla stagione e all’età del bebé, vengono consegnati a casa ritirando il kit precedente.

Neogenes ha base a Milano con un deposito di 10mila capi, sanificati e igienizzati dopo ogni utilizzo e programmati per un numero di noleggi limitato. “Neogenes permette un risparmio dal 25% al 60% sull’acquisto dei capi per bambini – afferma Soana – e riduce i fattori di inquinamento, di cui il fast fashion è la seconda voce a livello mondiale”. Per ora il servizio è attivo solo in Lombardia, ma in espansione alle altre regioni attraverso campagne di marketing online, partnership con i brand e spedizionieri, partecipazioni a eventi per bambini.

Vestire un bebé costa fino a 2.500 euro l'anno, secondo Neogenes.Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/Free-Photos-242387/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=918990">Free-Photos</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=918990">Pixabay</a>” width=”1050″ height=”590″ srcset=”https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-2.jpg 1050w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-8.jpg 696w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-9.jpg 400w” sizes=”(max-width: 1050px) 100vw, 1050px”><figcaption class=Le scarpine di un bebé tra le mani di mamma e papà. Foto di Free-Photos da Pixabay

Mammacult

La startup di Francesca Camerota risponde al dilemma su cosa fare con i figli nel tempo libero, promuovendo un’educazione responsabile dei bambini fra 0 e 15 anni, abituandoli al bello e alla socialità, scoprendo la ricchezza del patrimonio culturale italiano in compagnia degli adulti. Come un marketplace, Mammacult mette in contatto oltre 120 vendor fra agenzie, associazioni e animatori con i genitori di tutta Italia in cerca di attività istruttive anche in viaggio.

Fra le 800 proposte sarà possibile conoscere i Musei vaticani o il Colosseo con una visita a misura di bambino, scoprire la fornace di un maestro vetraio a Murano, andare a caccia di simboli per Firenze, andare in Valtellina per un alpaca trekking. Oppure ancora partecipare a un laboratorio artistico, a un campo estivo sportivo o organizzare una festa di compleanno in città. Mammacult, presente a Roma, Firenze, Venezia, Torino e Milano, partecipa ai programmi di welfare aziendale per diverse compagnie come Accenture, Fca e Invitalia, organizzando attività di educazione ambientale, artistica e digitale per i figli dei dipendenti a tariffe convenzionate.

Madre e figlia. Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/nastya_gepp-3773230/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1848957">Анастасия Гепп</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1848957">Pixabay</a>” width=”1050″ height=”590″ srcset=”https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-3.jpg 1050w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-10.jpg 696w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-11.jpg 400w” sizes=”(max-width: 1050px) 100vw, 1050px”><figcaption class=Madre e figlia. Foto di Анастасия Гепп da Pixabay

Ugo

Un accompagnatore personale su chiamata che assiste le famiglie, prendendosi cura dell’anziano malato, disabile o in parte autosufficiente, nelle attività quotidiane. È il servizio della piattaforma Ugo, attiva a Milano, Genova, Torino e Roma che mette a disposizione un “caregiver” personale per le persone fragili nella vita extra-domiciliare, che siano cicli di terapia, un percorso casa-ospedale, la spesa al supermercato o la compagnia nel tempo libero. Sono 300 gli operatori formati appositamente. La tariffa va dai 15 euro per un’ora fino a 92 euro per otto ore consecutive, ma il servizio può essere preventivato anche su misura. Ugo può guidare la vettura dell’assistito, con una tariffa oraria di 5 euro, oppure la propria, con un rimborso a chilometro. Ogni attività è assicurata, tracciata e recensita.

Ugo subentra al familiare per un tempo limitato, come soluzione meno invasiva rispetto alla badante – spiega l’azienda -. Sempre più utenti ci chiamano per mantenere uno stile di vita attivo e non solo per assistenza sanitaria. Lavorare come Ugo è un’opportunità apprezzata da molti padri di famiglia fra 35 e 65 anni, con un buon curriculum ma sottoccupati, per integrare lo stipendio”. Finora Ugo ha assistito 2000 persone, nel 60% dei casi su chiamata di un familiare ed è stato integrato nei programmi di welfare aziendale di EasyWelfare.

Un giovane accompagna un anziano non autosufficiente. Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/klimkin-1298145/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1629490">klimkin</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=1629490">Pixabay</a>” width=”1050″ height=”590″ srcset=”https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-4.jpg 1050w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-12.jpg 696w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-13.jpg 400w” sizes=”(max-width: 1050px) 100vw, 1050px”><figcaption class=Un giovane accompagna un anziano non autosufficiente. Foto di klimkin da Pixabay

Village Care

Case di cura, residenze sanitarie assistite, centri diurni e assistenti professionisti: orientarsi nel mare magnum di offerte e strutture può essere un rompicapo per un figlio alla ricerca di una soluzione per i genitori anziani. Village Care è la prima piattaforma web italiana di orientamento che permette di entrare in contatto con le diverse realtà che possono aiutarlo, confrontando in un clic caratteristiche e costi di 3.000 strutture elencate. Tuttavia, VillageCare non è solo un database, ma nel giro di 48 ore è in grado di fornire consulenza privata in base alle esigenze familiari di assistenza con appuntamento telefonico e poi un preventivo scritto.

Nata per “aiutare chi aiuta”, Village Care ha assistito finora 2mila famiglie, anche a districarsi nella selva della burocrazia, fra termini incomprensibili e informazioni confuse sul web magari per ottenere l’assegno di cura o il Servizio di assitenza domiciliare. Tipicamente il servizio viene richiesto nel 70% dei casi da donne fra i 45 e 60 anni per i propri genitori e prevede servizi “premium” per le famiglie e servizi di abbonamento per le strutture socio assistenziali. Fra le ultime iniziative, un servizio di assistenza psicologica per i figli caregiver e una convenzione di welfare aziendale con Generali.

Spesso sono le donne fra i 45 e 60 anni a prendersi cura dei genitori anziani. Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/sabinevanerp-2145163/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2906458">Sabine van Erp</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2906458">Pixabay</a>” width=”1050″ height=”590″ srcset=”https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-5.jpg 1050w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-14.jpg 696w, https://www.firstradioweb.com/wp-content/uploads/2019/10/dai-sussidi-per-i-neonati-alla-cura-degli-anziani-5-startup-che-aiutano-le-famiglie-15.jpg 400w” sizes=”(max-width: 1050px) 100vw, 1050px”><figcaption class=Spesso sono le donne fra i 45 e 60 anni a prendersi cura dei genitori anziani. Foto di Sabine van Erp da Pixabay

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