Non è una buona idea: anche se di per sé non si tratta di un mix particolarmente pericoloso, mancano le prove di efficacia come rimedio per liberarsi dal fumo. E se si esagera con le dosi si possono manifestare effetti avversi come diarrea e iperkaliemia

C’è una new entry (a dire il vero nemmeno del tutto nuova) nella lunga lista dei rimedi inutili per smettere di fumare: secondo una notizia diventata virale in questi giorni, ma le cui origini risalgono almeno al 2007 attraverso un blog statunitense di salute alternativa, bere regolarmente una spremuta d’arancia arricchita con una dose di cremor tartaro porterebbe a non sentir più il bisogno della sigaretta, risolvendo definitivamente il proprio vizio del fumo con costi irrisori. Nella pratica, però, si tratta di una tesi priva di basi scientifiche, tanto che potrebbe essere catalogata come bufala o per lo meno come leggenda metropolitana. Ma andiamo con ordine.
In che cosa consisterebbe il rimedio: la ricetta
Secondo quanto si legge nei contenuti diventati virali online con oltre 200mila condivisioni, il cocktail perfetto sarebbe composto da un bicchiere di succo d’arancia (non necessariamente appena spremuto, ma anche da supermercato) e un cucchiaio da tè di cremor tartaro, un sale di potassio dell’acido tartarico più correttamente chiamato bitartrato di potassio. Non sarebbe richiesta alcuna particolare preparazione se non una vigorosa mescolata, e la dose giornaliera suggerita è di due bicchieri.
Anche se non consigliabile, il mix è di fatto innocuo: il cremor tartaro è un agente lievitante naturale estratto dall’uva, spesso usato nelle preparazioni alimentari anche come correttore di acidità, oltre che per le sue proprietà lievitanti. Queste, infatti, si manifestano quando viene disciolto in acqua, poiché sviluppa anidride carbonica gassosa. Non è un caso che l’uso principale del cremor tartaro sia nelle preparazioni dolciarie, poiché conferisce morbidezza senza però alterare il sapore o appesantire l’impasto. Altri utilizzi riguardano la stabilizzazione degli albumi e della panna montata, o per evitare la cristallizzazione degli sciroppi di zucchero, mentre l’impiego come ingrediente extra nei succhi di frutta risulta piuttosto sconosciuto.
Le prove scientifiche? Nemmeno l’ombra
Al di là delle caratteristiche chimiche e delle proprietà nutrizionali del bitartrato di potassio, il punto chiave della questione è ovviamente se questo composto possa o meno essere d’aiuto se l’obiettivo è smettere di fumare. Ebbene, da quanto risulta (non solo a Wired, ma anche a Snopes e ad altri siti che si occupano di disinformazione scientifica) non esistono a oggi prove scientifiche di efficacia, né pubblicazioni in merito. Abbondano in compenso i siti, in italiano e in inglese, che spacciano il rimedio come “certamente efficace”. Secondo altri, addirittura, la stessa sostanza depurerebbe del tutto i polmoni, o sconfiggerebbe l’emicrania (qui il debunking in proposito realizzato da Bufale.net).
Come è facile immaginare, nessuno dei siti che propone il miracoloso rimedio cita ricerche scientifiche a supporto, ma anzi si leggono ovunque i disclaimer in cui si esplicita di non considerare i contenuti riportati come fossero consigli medici. Altre fonti spiegano che il merito dell’efficacia sarebbe da attribuire alla sola vitamina C e non al succo d’arancia in generale, sostituendo però l’indicazione delle fonti di queste affermazioni con una struttura dei siti simil-clickbaiting. Il tutto sembra quindi fermarsi allo stato di semplice congettura, una teoria priva di adeguati riscontri sperimentali.
Quando il cremor tartaro diventa un problema
Lo abbiamo già detto: in generale il cremor tartaro non è una sostanza problematica o nociva, dunque la bufala del cocktail non è di per sé pericolosa. Come ovvio, però, nel caso si eccedesse con le quantità potrebbe sorgere qualche effetto collaterale. In proposito esiste pure un paper scientifico, nel quale è scritto che una ingestione smodata può avere conseguenze letali, come è già accaduto in un paio di occasioni in cui si è raggiunto un livello fatale di iperkaliemia, ossia una concentrazione esageratamente alta di potassio nel sangue. Si tratta comunque di dosaggi giornalieri ben più alti di quelli suggeriti dalla bufala. Il primo sintomo spiacevole a comparire dovrebbe invece essere la diarrea, che si può manifestare già a dosi comparabili con quelle suggerite per il cocktail bufala (si parla di 6 cucchiaini al giorno, contro i 2 suggeriti nella fake news). Pubblicizzare il cocktail come un “rimedio economico” che “in soli tre giorni” rimpiazza prodotti molto più costosi, inoltre, potrebbe portare più facilmente a eccedere nelle quantità, con conseguenze spiacevoli sulla salute.
L’altro elemento che rende questa storia una bufala pericolosa è la spiegazione (fatta male) di come il cremor tartaro dovrebbe indurre la scomparsa della dipendenza. Attraverso strane tesi su pH del sangue e sul suo bilanciamento, la narrazione della bufala pare suggerire di trattare il proprio corpo come se fosse una provetta da laboratorio, ingerendo varie sostanze per alterare l’acidità dei propri fluidi, in funzione del numero di sigarette fumate e della quantità di vitamina C bevuta. E sembra sostenere che il complicato problema della dipendenza dalla nicotina si possa affrontare come una banale questione di acidità. Tutte queste ricette fai-da-te, che implicitamente suggeriscono di abbandonare i consulti medici e i rimedi di dimostrata efficacia, sono pericolose anche perché allontanano i pazienti da un percorso costruito secondo evidenze scientifiche, a favore di uno lastricato di leggende metropolitane e disinformazione.
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