
Il 2019 di Valentino Rossi si sta lentamente tramutando in un vero e proprio incubo senza fine. Una prima parte di stagione ricca di alti e bassi, dove spiccano i due secondi posti consecutivi di Argentina e USA, avevano mantenuto molto alte le aspettative del Dottore riguardo il suo rapporto con Yamaha, tanto che il sodalizio aveva cominciato a dialogare in vista di un possibile ulteriore rinnovo biennale al termine del 2020. Questo avrebbe significato veder continuare Rossi, che è un classe 1979, fino alla veneranda età di 43 anni, per la gioia dei tantissimi canarini che lo sostengono imperterriti.
Dal Mugello le cose sono però radicalmente cambiate perché prima con i tre zeri consecutivi (fatto mai accaduto nella carriera del pesarese) e poi una serie infinita di batoste ricevute da Maverick Viñales e Fabio Quartararo in particolare hanno decisamente cambiato lo status del nove volte campione del mondo. Con Aragon e Motegi 2019 si è forse raggiunti un livello che difficilmente si era mai visto durante la sua encomiabile carriera, tappezzata da imprese leggendarie, ma oltre alle impressioni questa stagione ha buone possibilità di diventare anche statisticamente la peggiore della storia di Rossi.
Se si esclude l’anno da rookie assoluto con l’Aprilia 125cc del 1996, Valentino ha mancato la top 5 mondiale solamente nel famoso e triste biennio del passaggio in Ducati, quando non riuscì ad andare oltre alla settima posizione nel 2011 e alla sesta nell’anno successivo. In termini di punti assoluti il disastroso 139 della prima esperienza con la scuderia di Borgo Panigale è già stato superato e non è quindi a rischio ma è proprio la posizione finale a preoccupare enormemente.
Al momento il quarantenne della Yamaha si trova in settima posizione, senza concrete chance di andare a riacciuffare i rivali davanti a lui e con “soli” venti lunghezze di margine su un pilota decisamente in crescita come l’australiano della Pramac Jack Miller. Dovessero arrivare altri scivoloni come quello giapponese, ecco allora che lo spettro del peggiore risultato nella carriera in MotoGP del Dottore diverrebbe assoluta realtà. Le carte per rialzare la testa e impedire questa ultima ma ulteriore beffa ci sono naturalmente tutte ma qualche piazzamento di rilievo sarebbe comunque necessario soprattutto per riuscire a ritrovare fiducia in vista dell’inverno e partire più carichi e positivi nel 2020.
Foto: Valerio Origo
michele.brugnara@oasport.it
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