L’azienda spera di completare i 24 lanci satellitari necessari per rendere operativa Starlink entro il 2020. Molti sono i passi da compiere ancora ma nel frattempo Musk twitta sfruttando la rete internet satellitare

SpaceX si è imposta l’obiettivo di completare la sua rete satellitare Starlink con 6 o 8 lanci in modo tale da ottenere una copertura sufficiente per iniziare a offrire il servizio ai propri consumatori nel 2020.
Come riporta SpaceNews, durante una tavola rotonda con i media avvenuta a Washington, Gwynnw Shotwell, presidente e direttore generale di SpaceX, ha espresso la volontà da parte della società di riuscire a fornire entro la metà del 2020 il servizio di internet satellitare ai consumatori statunitensi.
Per riuscire a raggiungere l’obiettivo saranno necessari dai 6 agli 8 lanci di satelliti e, soprattutto, sarà fondamentale per SpaceX terminare la progettazione dei terminali utente, indispensabili per utilizzare il segnale proveniente dallo spazio.
I clienti che vorranno sfruttare il servizio di StarLink “riceveranno una scatola da SpaceX con un terminale utente e un cavo”, ha detto Shotwell. Il modo in cui questo viene collegato e dove i terminali dovrebbero essere collocati nella casa di qualcuno sono ancora problemi da appianare. “Abbiamo ancora molto da fare per farlo bene“, ha continuato la presidente di SpaceX, “conoscendolo, Elon vuole che tutto sia bello. Quindi il terminale utente sarà bellissimo”.
Sending this tweet through space via Starlink satellite ?
— Elon Musk (@elonmusk) October 22, 2019
I lavori però sembrano essere a buon punto, tant’è che Elon Musk è riuscito a inviare due tweet sfruttando la connessione alla rete internet satellitare di StarLink.
Whoa, it worked!!
— Elon Musk (@elonmusk) October 22, 2019
Dai tweet, lo stesso Musk sembra piacevolmente stupito del funzionamento della rete satellitare. Durante la scorsa settimana la compagnia ha suscitato un po’ di scalpore quando ha inoltrato all’Unione internazionale delle telecomunicazioni una richiesta di approvazione per lo spettro di altri 30mila satelliti (con tutti i problemi che ne potrebbero conseguire, vista la mancata collisione con un satellite Esa lo scorso settembre).
La richiesta di questi 30mila satelliti extra, in aggiunta ai 12mila già approvati dalla Federal Communications Commission, non significa necessariamente che SpaceX li debba costruire e lanciare tutti, ha spiegato Shotwell. Sebbene ne siano necessari molti meno per la copertura globale, l’azienda vuole veicoli spaziali extra per essere in grado di offrire ai clienti opzioni di servizio personalizzate.
“Continueremo ad aggiornare la rete fino a metà-fine anno prossimo“, ha detto Shotwell. “Speriamo in 24 lanci entro la fine del prossimo anno“.
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