Il club esordirà il prossimo anno nella Major League Soccer americana e nel 2022 si trasferirà al Miami Freedom Park, progetto da 900 milioni di euro che includerà hotel, centri commerciali e campi per altri sport
Negli Stati Uniti le strutture sportive sono un elemento prioritario per avviare una nuova società, a prescindere che si tratti di football, basket, baseball, hockey o calcio. E proprio il soccer è la disciplina che molti, tra imprenditori, società e istituzioni, stanno cercando di promuovere. L’ultimo caso in ordine cronologico in tal senso è l’avventura dell’Inter Miami, società ideata da un gruppo di investitori capitanati da David Beckham, ex stella di Manchester United, Real Madrid e Milan, con un passato da giocatore anche nel massimo campionato calcistico americano coi Los Angeles Galaxy.
L’inglese ora si è spostato dalla costa Ovest a quella Est per portare il calcio nella più nota città della Florida. L’Inter Miami prenderà parte alla Mls a partire dalla stagione 2020 ma solo due anni dopo approderà al Miami Freedom Park & Soccer Village, un progetto da 900 milioni di euro (messi sul piatto da privati) che si estenderà su quasi 235mila metri quadrati e comprenderà lo stadio da 26mila posti, un parco dedicato al calcio e una copertura che riprenderà le ali dell’airone, animale simbolo del nuovo club, oltre a hotel, bar, ristoranti, uffici amministrativi della società e campi per altri sport.

Posticipato per incomprensioni con il municipio prima e per l’alto livello di arsenico e piombo rintracciato nelle analisi sul terreno prescelto per realizzare l’intera struttura poi, il Freedom Park sarà pronto nel 2022, con l’Inter Miami che nelle prime due stagione giocherà le partite interne al Lochkart Stadium – altra arena in fase di costruzione a Fort Lauderdale – 50 chilometri a nord di Miami.
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