
Polemica rovente tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Oggi non si sono disputate le qualifiche del GP d’Australia 2019 a causa del forto vento che soffiava a Phillip Island, i commissari di gara hanno preso questa decisione dopo il brutto volo di Miguel Oliveira nelle prove libere 4. Non tutti i piloti erano d’accordo con questa scelta sacrosanta: tra i 22 centauri presenti in Safety Commission, infatti, ben 3 avrebbero voluto disputare le qualifiche in quelle condizioni estreme e tra loro c’era anche Marc Marquez.
Andrea Dovizioso ha subito attaccato la discutibile presa di posizione del Campione del Mondo: “La Safety Commission è un istituto favoloso, sono felice che ci sia e di farne parte perché noi piloti possiamo fornire dei pareri importanti per la sicurezza delle piste e alcune decisioni. Ultimamente, però, noto che alcuni piloti spingono in certe direzioni per un proprio vantaggio e questo non mi piace. Quando si parla di sicurezza si deve essere un po’ più obiettivi e dividere cosa conviene a se stessi e cosa è invece più sicuro: a volte è meglio fare un passo indietro nel solco della sicurezza e non pensare solo a quello che conviene. Le qualifiche al mattino ci possono stare, non è una decisione nostra: alcuni preferivano farle, altri no, ma la decisione poi non è nostra e bisogna adattarsi alle situazioni“.
Il Campione del Mondo ha prontamente replicato all’alfiere della Ducati: “Io avevo pochi interessi personali, il mio lavoro l’ho fatto. Non ho problemi con la cancellazione delle qualifiche, ma se domenica c’è lo stesso vento, che si fa? Se oggi è pericoloso, lo è anche domani. Qui l’anno scorso non tirava vento, ma Zarco ha risucchiato la mia scia e mi è piombato addosso colpendomi da dietro. In Safety Commission i temi erano legati alla possibilità di guidare e al livello di rischio. Ebbene: scendere in pista era possibile, ma il rischio era alto. Poi chi girava in gruppo si è lamentato di più di chi girava da solo perché in gruppo si generano più turbolenze che potevano condizionare la guida“.
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Foto: Valerio Origo
