Non si placa il fenomeno dell’acqua alta a Venezia: i tecnici hanno previsto un nuovo picco per le 23:35 pari a 120 cm.

Il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree di Venezia ha fatto una nuova previsione relativa all’acqua alta in città. Dopo il raggiungimento dei 187 cm nella serata di martedì 12 novembre, ha infatti stimato che per le 23:35 di mercoledì 13 il livello potrebbe raggiungere i 120 cm.
Acqua alta a Venezia: nuovo picco
In collegamento con la città lagunare, una troupe di Rete4 ha mostrato in diretta le immagini dell’attuale situazione. Se verso le 21:45 Piazza San Marco sembrava senz’acqua, poche decine di minuti dopo era già evidente come dai tombini cominciava a fuoriuscire. Il Centro Maree ha infatti avvertito i cittadini di un possibile innalzamento in serata fino a 120 cm, cifra che nei prossimi giorni pare destinata ad aumentare. Per venerdì 15 novembre si prevede infatti il raggiungimento di 140 cm, numero pari all’eccezionalità.
Presente nella città anche il Premier Conte, intercettato dai giornalisti ai quali ha assicurato che i lavori del Mose procederanno.
Ha dichiarato di non voler illudere i residenti promettendo la sua fine il prossimo anno, ma di fare di tutto affinché possa iniziare a funzionare dalla primavera 2021.
Renato Brunetta ricorda il record del 1966
Presente nella trasmissione speciale dedicata al maltempo anche Renato Brunetta in qualità di testimone del record di 194 cm raggiunto nel 1966. Il deputato ha ricordato con l’angoscia nel cuore l’episodio di 53 anni fa, risentendo l’odore dello scirocco, della pioggia e della nafta. Ha spiegato che, con la sua famiglia, fu costretto a tirare giù la saracinesca del negozio. “Tutto galleggiava, il registratore di cassa era sotto l’acqua, tutto era distrutto“, ha dichiarato commosso.
Nella notte di ieri, martedì 12 novembre 2019, non si trovava a Venezia bensì a Roma per seguire i lavori della Camera.
Quando ha visto le notizie e la previsione del picco anomalo gli sono tornate alla mente tutte le immagini vissute anni prima. Ha poi spiegato che il Mose non doveva essere bloccato e che anzi, essendo finito al 95%, avrebbe già potuto essere usato totalmente o parzialmente per evitare la tragedia. Qualcuno fa notare però che le condizioni in cui è rimasto sott’acqua in tutti questi anni senza manutenzione non lo rendono sicuro per fare il lavoro che dovrebbe fare.
