
Pochi dubbi sul ritenere la stagione vissuta dal tennis maschile italiano positiva. Svalutare il tutto per il rendimento al di sotto delle attese nella Coppa Davis 2019 non è aderente alla realtà. Un contesto nel quale il Bel Paese chiude con due tennisti nella top-15, otto nella top-100 e un Under19 di cui tutti parlano, che ha saputo conquistarsi la posizione n.78 in maniera impressionante.
Un’annata speciale, soprattutto, per Matteo Berrettini che, nel giro di 12 mesi, dalla over 50 è finito nel gotha, ovvero al n.8 ATP. Una crescita esponenziale frutto di un miglioramento a 360° nel proprio tennis ed anche di una maturazione mentale. E’ proprio Berrettini, in un’intervista concessa a Sportweek, a parlare di Fabio Fognini e di Jannik Sinner, protagonisti anche loro di un 2019 estremamente positivo: “Sinner è impressionante, io a 18 anni non avevo ancora un punto ATP. E’ strabiliante per come gioca e come investe su quello che sta facendo. Questa è la sua qualità migliore. Ora lo dobbiamo lasciare tranquillo perché è giovane, ma la pressione che posso sentire io è diversa dalla sua“, ha sottolineato il romano, parlando delle qualità del giovane altoatesino.
E poi sul ligure, vincitore del 1000 di Montecarlo, le parole sono di profonda ammirazione: “La carriera di Fabio parla da sola, un grande campione. Penso che il tennis italiano gli debba essere grato. E poi è un bravissimo ragazzo. Diverso da come lo si dipinge. Fino a quando avrà grandi motivazioni è la guida del movimento“, ha aggiunto il n.8 del ranking.
Un’analisi, quindi, volta a decantare le lodi di alcuni dei suoi connazionali, ma che non cambia neanche quanto ha saputo fare lui stesso negli ultimi mesi, rientrando nella top-10 ed essendo il primo italiano nella storia a vincere un match nelle ATP Finals. Conforta poi che i margini siano importanti, visto che sul lato sinistro Matteo ha ancora dei problemi (rovescio). Parlando di una classe ’96, in costruzione, il futuro potrebbe riservargli molto.
giandomenico.tiseo@oasport.it
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Foto: LaPresse
