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Parlamento
Le voci sui tre senatori Cinquestelle pronti a passare con la Lega (Ugo Grassi, l’unico uscito allo scoperto, in realtà non ha confermato, né smentito questo scenario) hanno animato la giornata politica e riproposto il tema del cambio di casacca e di gruppo parlamentare. Gli ultimi dati li ha elaborati Openpolis per l’Osservatorio legislativo realizzato in collaborazione con AGI.
Se nei primi 18 mesi della legislatura il fenomeno dei cambi di gruppo era stato contenuto, con l’avvio dell’esecutivo Conte II tutto è stato stravolto. Da inizio settembre (insediamento del governo) a fine novembre i cambi di casacca sono stati ben 56, più di 18 al mese.
La maggior parte degli spostamenti sono stati causati dalla nascita di Italia Viva, un evento che ha coinvolto quasi tutti i principali schieramenti politici in Parlamento. Sono entrati a far parte del neo nato movimento di Matteo Renzi eletti del Partito democratico, di Forza Italia, di Liberi e uguali, e anche del Movimento 5 stelle. Proprio quest’ultimo è stato il gruppo che ha subito più perdite negli ultimi mesi.
Così è stato anche nel mese di novembre, con Elena Fattori, senatrice eletta nel Lazio, che ha lasciato il gruppo parlamentare di Palazzo Madama per aderire al gruppo Misto. La parlamentare negli ultimi mesi era stata varie volte segnalata dai media per le molte posizioni critiche nei confronti del Movimento, e con questa decisione la tendenza viene di fatto confermata.
85 cambi di casacca finora
Il totale dei cambi di casacca nella legislatura è così salito a 85, di cui oltre il 65% da settembre ad oggi. Questo – spiega il report di Openpolis – sottolinea come gli equilibri politici siano molto meno stabili rispetto alla precedente fase politica, contraddistinta dall’alleanza M5s-Lega. “Da inizio legislatura i cambi di gruppo sono stati 4,47 al mese, un dato che comunque continua ad essere ampiamente sotto a quello della scorsa legislatura, in cui il fenomeno era fuori controllo, e i cambi di casacca erano oltre 9 ogni 30 giorni. Tutti questi elementi incidono ovviamente sulla stabilità della maggioranza. Ogni cambio di gruppo in uscita per il governo dovrebbe rappresentare un elemento di preoccupazione, specialmente al Senato, com’è avvenuto a novembre”.
Come noto, l’esecutivo Conte II nasce con un margine sulla soglia di maggioranza molto esile. Un margine poco rassicurante, a maggior ragione considerando il clima non sereno tra i due principali partiti alleati: il Movimento 5 stelle e il Partito democratico. Proprio per questo motivo, spiega Openpolis, anche il passaggio di vari parlamentari di Pd e M5s in Italia Viva non è da ignorare. “Il partito di Matteo Renzi, per quanto un alleato di governo, rappresentato anche con alcuni membri dell’esecutivo, non ha mai nascosto un tono più critico rispetto a quello del Partito democratico verso determinate decisioni. L’andamento dei cambi di gruppi sarà quindi un termometro per misurare lo stato di salute della maggioranza, e permetterà in primis di capire quanto e come durerà l’attuale esecutivo, e poi se saranno possibili maggioranze parlamentare alternative”.
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