Il regolatore dei domini internet vuole trasparenza sulla vendita di .org

La vendita del dominio .org continua a far parlare di sé per via della scarsa trasparenza dell’operazione. Il futuro delle ong sul web è in dubbio, e l’Icann chiede a gran voce chiarimenti alla Internet Society e a Ethos Capital, le protagoniste dell’operazione

La scelta presa dalla Internet Society (Isoc) di vendere il Public Interest Registry e il dominio .org, tradizionalmente utilizzato dalle organizzazioni no profit, a Ethos Capital, una società con scopi di lucro, ha sorpreso un po’ tutti. Oltre alle ong e alle onlus, tra gli organismi sorpresi dalla compravendita c’è anche l’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), l’organizzazione che sovrintende i domini di alto livello di internet e che ammette di trovarsi “a disagio” davanti alla scarsa trasparenza dell’accordo per la vendita del dominio .org.

Raggiunto da The Verge, Göran Marby, presidente e amministratore delegato di Icann ha dichiarato che “l ruolo dell’ente è quello di garantire che il dominio di primo livello .org rimanga sicuro, affidabile e stabile sotto la proposta acquisizione del Pir da parte di Ethos Capital”.

A inizio dicembre 281 organizzazioni senza scopo di lucro hanno sottoscritto la lettera aperta dell’Electronic Fronter Foundation indirizzata all’Internet Society con l’intento di convincere i suoi vertici a sospendere la vendita di Pir e del dominio .org a Ethos Capital. “Chiediamo anche trasparenza”, continua Marby, “proprio per questo abbiamo inviato la corrispondenza del 9 dicembre a Pir e Internet Society”.

La corrispondenza in questione è una email nella quale Icann fa riferimento a un webcast del 5 dicembre in cui l’amministratore delegato di Isoc Andrew Sullivan afferma di essere lui stesso “in disaccordo con la mancanza di regole chiare” attorno all’annuncio. “Anche molti di noi che seguono le comunicazioni riguardanti questa vendita si trovano”, ha scritto il segretario dell’Icann e il consigliere generale John Jeffrey.

Icann quindi ha deciso di puntare i piedi e chiedere chiarimenti su come potrebbe cambiare la sua relazione con il Pir, poiché influenzerebbe “la comunità .org, che ha oltre 10 milioni di registrazioni di nomi di dominio”.

Purtroppo queste rischiano di essere solo parole al vento, poiché l’Icann potrebbe non avere sufficiente autorità per porre fine all’acquisizione del dominio .org da parte di Ethos Capital. Icann, infatti, non è un organo di regolamentazione ma, per statuto, “un ente di coordinamento tecnico privato e senza scopo di lucro per i nomi e i sistemi di numerazione di internet” con la missione di assicurarsi che i registri e i registrar rispettino le politiche relative alla proprietà del dominio.

Leggi anche

Potrebbe interessarti anche

loading...

Lascia un commento