congresso lega salvini

Max Ferrero/Sync / AGF 

  Matteo Salvini e Umberto Bossi al Congresso Federale Lega Nord, il15 dicembre 2013.

Appuntamento alle 8, prima chiamata, alle 10, per la seconda. Sabato è il giorno del congresso federale straordinario della Lega Nord all’Hotel da Vinci, alle porte di Milano. I circa 500 delegati, tra membri di diritto e quelli scelti tra gli elettivi, dovranno votare le modifiche apportate da una apposita commissione allo statuto del movimento fondato da Umberto Bossi nel 1991.

L’obiettivo portato avanti dalla commissione era di ‘alleggerire’ la struttura del partito – costruita dal senatur sul modello “leninista”, per usare una descrizione cara a Roberto Maroni – e consentire l’avvio, a partire dal 2020, del tesseramento e della gestione delle sezioni da parte del nuovo soggetto nazionale fondato da Matteo Salvini nel 2017. La ‘vecchia’ Lega Nord comunque non chiuderà completamente i battenti, anche perché depositaria del simbolo del guerriero (Alberto da Giussano) e titolare del debito con lo Stato italiano, che è stata condannata a pagare nell’ambito del processo sulle irregolarità nei rimborsi elettorali dal 2008 al 2010 (e che si è impegnata a rimborsare con un piano di pagamento da 600 mila euro l’anno; quindi per un’ottantina di anni).

I malumori dei nordisti duri e puri

Attesi sia Bossi che Maroni, l’assise sarà a porte chiuse, con accesso limitato ai delegati, ma comunque aperta alla stampa. Alcuni delegati fedeli agli ideali nordisti, come l’ex sfidante di Salvini al congresso, Gianni Fava, hanno annunciato che non parteciperanno in polemica con il regolamento che limita il diritto di intervenire a coloro che saranno in grado di presentare emendamenti allo statuto. Tenuto conto che servono 150 firme per presentare un emendamento e del poco tempo concesso ai delegati (che hanno potuto visionare la bozza solo questa settimana), sarà molto difficile qualcuno sia in grado di presentare un emendamento.

Altra polemica è nata sullo ‘svuotamento’ delle funzioni attribuite al ruolo di presidente a vita, cioè a Bossi, nella bozza del nuovo statuto. Se approvato il nuovo testo, il senatur non potrà più sostituire pro tempore il segretario federale, in caso di dimissioni di quest’ultimo, e convocare il congresso, né potrà rappresentare l’ultima istanza cui potrebbero fare appello i padri fondatori che intendano contestare dei provvedimenti disciplinari.

Bossi in ogni modo dovrebbe conservare la carica di presidente a vita. Così come non dovrebbe essere toccato l’articolo uno dello statuto che definisce “l’indipendenza della Padania” come “finalità” del movimento. Dal canto suo, Salvini ha criticato chi ha deciso che non parteciperà al congresso “Chi non viene fa una scelta sbagliata, gli assenti hanno sempre torto. Mi spiace se qualcuno non viene. Siamo in una fase di crescita che non abbiamo mai avuto, se qualcuno preferisce stare a casa libero di farlo”.

“Non sarà un funerale ma un battesimo”

Il capo di via Bellerio ha poi spiegato che il soggetto nazionale da lui fondato non cambierà nome.”Rimarrà ‘Lega Salvini premier’. Siamo testardi, vogliamo governare questo Paese. Al momento rimane così, semmai ci penseremo più avanti”, ha detto. Domani “sarà una giornata di crescita e di testimonianza della fase di crescita, allargamento, evoluzione del movimento. Quello che ci hanno chiesto gli italiani da tempo. Viene formalizzato quello che ci chiesto: un movimento nazionale”.

Molti parlano di funerale della ‘vecchia’ Lega di Umberto Bossi. “No, non sarà un funerale anzi sarà un battesimo”, ha risposto. Ma lei resterà segretario? “Sì, per il momento sì”. “Stiamo lavorando sulla nascita di tutti gli altri soggetti regionali in Italia. La novità è che la Lega nasce in tutta Italia. Cambiamo le parti dello statuto che impedivano ai tesserati Lega Nord di avere la tessera di altri soggetti. Il soggetto nazionale è perfettamente compatibile con la Lega”.

“L’obiettivo è formalizzare la presenza della Lega in tutte le Regioni. E la priorità è vincere in quelle Regioni che andranno al voto nel 2020”. “La figura di Bossi resta, non viene toccata”, ha aggiunto. “Del passato rimangono alcuni principi, che possono essere integrati in una Lega soggetto nazionale migliorandone la qualità”

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