L’artista colpisce ancora. Dopo Santa Claus in versione homeless, il presepe-guerra crivellato dai colpi. Ma la sua non è l’unica scena della natività rivisitata per denunciare i grandi temi dell’oggi

Il Babbo Natale homeless di Birmingham (foto: www.facebook.com/banksynews)

Arrivano dritti allo stomaco gli auguri di Natale di Banksy. L’artista senza volto ha usato la street art per dare voce agli ultimi anche nei giorni delle feste. Con il suo Santa Claus versione homeless e Scar of Bethlehem (il presepe crivellato di colpi), ribadisce un messaggio chiaro: il 25 dicembre non è solo luci e addobbi scintillanti.

Banksy ha lanciato sui suoi social, durante il mese di dicembre, due opere dedicate a queste festività. La prima, poetica e toccante, è apparsa a Birmingham, in Gran Bretagna. Nel video poi postato su Instagram, si vede un uomo senza fissa dimora sdraiarsi su una panchina, che – grazie al murales di Banksy lì accanto – si trasforma in una slitta di Babbo Natale.

Dio benedica Birmingham, scrive nel post Banksy (la cui identità è sconosciuta). “Nei 20 minuti in cui abbiamo filmato Ryan su questa panchina, i passanti gli hanno dato una bevanda calda, due barrette di cioccolato e un accendino – senza che lui chiedesse mai nulla”.

Il presepe di Banksy a Betlemme (foto: Issam Rimawi/Anadolu Agency via Getty Images)

A qualche giorno di distanza dalla panchina-slitta (il murales è stato coperto con un vetro per proteggerlo dai vandalismi), Banksy ha presentato un’altra opera a tema Natale. Questa volta siamo a Betlemme, in Palestina, nel Walled Off Hotel, aperto da Banksy stesso e affacciato sul muro che separa Israele e la Striscia di Gaza. Il messaggio è affidato a un tradizionale presepe, ambientato però di fronte a un muro danneggiato e colpito da un proiettile, che disegna una croce proprio sopra alla testa di Giuseppe, Maria e Gesù Bambino.

Il murale natalizio di Banksy del 2018, in Galles (foto: Matt Cardy/Getty Images)

Non è il primo anno che Banksy cerca di scuotere le coscienze sotto Natale: nel 2018 ci aveva provato in Galles, a Port Talbot, con il murales di una bambino che apparentemente sembra accogliere felice i fiocchi di neve, in realtà si tratta della cenere di un cassonetto in fiamme.

Il presepe della United Methodist Church di Claremont, California (foto: David McNew/Getty Images)

Oltre alle due opere di Banksy, il Natale 2019 registra anche un altro presepe di denuncia, che ha fatto il giro del mondo. È quello della United Methodist Church di Claremont, in California, che ha illustrato la natività rinchiudendo Giuseppe, Maria e Gesù Bambino in tre gabbie. Obiettivo: puntare l’attenzione sulle condizioni dei tantissimi migranti che, dal Messico, cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

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