Sull’homepage del motore di ricerca è apparso un messaggio per i 100 anni dalla morte del pittore livornese. La definizione usata da Google però lascia spazio a fraintendimenti che – a maggior ragione di questi tempi – sarebbe meglio evitare

A poche ore dal Giorno della memoria che commemora le vittime dell’Olocausto, e nel giorno del centenario della morte del pittore livornese Amedeo Modigliani, tra i più noti simboli dell’arte novecentesca, Google ha deciso di linkare una frase posta in bella vista sulla sua homepage di ricerca: il link riporta a “Modigliani a Century On”, un progetto della divisione Arts&Culture di Big G volto a celebrare l’eredità dell’artista italiano.

A destare stupore in chi, come me, poco dopo mezzanotte si è recato sulla pagina del motore di ricerca, sono state tuttavia le parole scelte per onorare la ricorrenza: sullo schermo del mio smartphone ho potuto leggere, infatti, “Scopri l’artista italo-ebreo Modigliani”.

Incerto sul da farsi, ho deciso di postare lo screenshot sul mio account Twitter, accennando alla mia perplessità sulla formula utilizzata dal motore di ricerca. Dagli scambi con altri utenti è emerso che l’espressione ha un corrispettivo inglese visto su Google.com, la versione anglofona dell’homepage di ricerca, “Italian-Jewish artist”. Mentre scriviamo, intanto, la versione diffusa al momento su Google.it è tuttavia “Scopri la vita e le opere di Amedeo Modigliani” (ma c’è chi visualizza ancora il riferimento alla fede religiosa del pittore).

In attesa che Google, a cui Wired ha chiesto un commento, possa far luce sulla vicenda, possiamo solo ragionare su quanto successo, e trarne alcune ipotesi e qualche lezione.

Per sgombrare il campo dagli equivoci: non penso affatto che Google abbia diffuso un messaggio antisemita, e certamente nessuno potrebbe dire che la fede ebraica non abbia giocato un ruolo di primo piano nella vita di Modigliani (in questi giorni a Livorno è in scena una mostra dal titolo “Modigliani ebreo livornese”, per capirci, che affronta proprio il tema dell’appartenenza religiosa del pittore nella Toscana di fine Ottocento). Eppure, il discorso non può fermarsi qui.

Come il rabbino francese Delphine Horvilleu scrive nelle sue Riflessioni sulla questione antisemita (Einaudi), “[…] fino a quando Google non fu citato in giudizio, nel 2012, bastava digitare il nome di una personalità sul motore di ricerca e quest’ultimo vi proponeva immediatamente di associarvi la parola «ebreo»! François Hollande ebreo… George Clooney ebreo… e Babbo Natale dove lo mettiamo?”.

Continua Horvilleu sul tema dell’antisemitismo: “La magica apparizione della parola «ebreo» nella finestra del motore non faceva altro che tradurre l’efficienza dell’algoritmo che individua le ricerche più frequenti degli utenti”. Quando parliamo di Google e di questo tipo di strumenti, dobbiamo tenere a mente che il loro potenziale di influenza e calibrazione dell’immaginario condiviso trascende la singola ricerca, o la singola foto: un messaggio anche inconsapevolmente diffuso da Google assurge quasi istantaneamente a canone di accettabilità, perché Google è il luogo neutro dove iniziamo una qualsiasi sessione di lavoro, svago o ricerca.

E allora non ci resta che chiederci: perché Google definisce Amedeo Modigliani “artista italo-ebreo”? È solo un errore di traduzione (Italian-Jewish nella cultura anglosassone ha tutt’altra valenza, e tiene al riparo da ogni connotazione: per scoprirlo, nel caso, vi basterà googlare “American Jewish”)? O dietro c’è una scelta precisa, le cui ragioni al momento ci paiono difficili da comprendere?

Il rischio, come accade spesso in questi casi, è tutto nella rappresentazione culturale indiretta che una simile dicitura dà in pasto al grande pubblico: è lo stesso motivo per cui c’è – per fortuna – chi sottolinea che insistere mediaticamente sulla nazionalità dei protagonisti della cronaca nera è superfluo e controproducente. Ed è anche il motivo per cui “italo-ebreo” – espressione peraltro di nicchia, se non direttamente in disuso: anche qui, è lo stesso motore di ricerca a venirci in aiuto – riesce a risultare particolarmente infelice: di quel trattino, specie di questi tempi disgraziati, avremmo fatto volentieri a meno.

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