Italia Viva voterà la fiducia sul Milleproroghe e, sulla prescrizione, si dice disponibile “a una soluzione costituzionale”. Parole, quelle pronunciate dal coordinatore nazionale dei renziani, Ettore Rosato, accolte come il segno di un “nuovo passo indietro” di Matteo Renzi, dopo quelli su Plastic Tax e Sugar Tax e quello sulla Popolare di Bari. 

Tra le fila dem ci si interroga sulle reali intenzioni del senatore di Rignano, ma non sfugge la temporanea ‘inversione a ‘U’ nella strategia di attacco nei confronti del governo. Venerdì il leader è tornato ad attaccare con un post su Facebook, ma ha anche promesso che da qui in avanti non ne dedicherà più alla prescrizione. Quindi, al tema su cui finora ha scagliato i macigni più pesanti all’indirizzo del governo. 

La preoccupazione per i sondaggi

Alla base di questa scelta, riferiscono fonti parlamentari dem, ci sarebbe una preoccupazione che cresce dentro il partito di Renzi e, in particolare, tra i parlamentari. I sondaggi rimangono tutt’altro che incoraggianti e un voto anticipato in questa situazione non garantirebbe la riconferma a nessuno. Per questo, riferiscono le stesse fonti, ci sarebbero almeno quattro o cinque parlamentari che scalpitano per cambiare registro nei confronti del governo. Parlamentari che, se messi alle strette, potrebbero decidere di votare in dissenso con i propri gruppi pur di non tornare alle urne. Una ricostruzione che Italia Viva però respinge. 

“Che Renzi si aspettasse una partenza migliore mi sembra evidente”, dice la sottosegretaria dem all’Istruzione Anna Ascani: “A maggior ragione le sue mosse appaiono incomprensibili, anche per chi milita nel suo stesso partito”. 

Tra i deputati dem più vicini al segretario Zingaretti emerge una forte irritazione dei vertici del partito per la scelta dei tempi di uscita di Renzi. Viene fatto notare, in particolare, come ogni attacco portato ad un provvedimento del governo corrisponda con un momento favorevole per il governo stesso, quasi a volere oscurare i successi. È accaduto sulla manovra economica: il governo è riuscito a non far scattare le aliquote Iva e Renzi ha cominciato a martellare su Plastic tax e Sugar Tax. 

“L’unico interesse di Renzi è oscurare le cose buone fatte dal governo”, viene spiegato. È accaduto – spiegano ancora fonti Pd – dopo la vittoria in Emilia Romagna, quando il Pd e Bonaccini sono riusciti a frenare l’avanzata di Salvini, e Renzi ha aperto lo scontro sulla prescrizione. Infine è accaduto giovedì: con la conferenza di Nicola Zingaretti e Andrea Orlando in corso, Matteo Renzi annuncia una diretta Facebook che va in onda nelle ore del Tavolo per l’Agenda 2023, riunito a Palazzo Chigi, e subito prima del consiglio dei Ministri chiamato ad approvare la riforma del processo penale con il Lodo Conte Bis. 

Qual è il piano di Renzi?

Mettendo insieme questi punti, i dem ottengono il disegno di un Renzi che lavora a logorare il governo. Ma a quale scopo oscurare il lavoro che sta facendo il governo di cui si fa parte? Ottenere visibilità, oscurare Conte colpevole di non interpellarlo abbastanza e, se i sondaggi dovessero continuare ad essere negativi, farsi “cacciare” e cominciare a fare opposizione dall’opposizione. Questo, almeno, stando alle ricostruzioni che arrivano dal Pd. 

I toni di Matteo Renzi rimangono infuocati e quando dice “se Conte vuole cacciarci, faccia pure” sembrano ricalcare quelli di Gianfranco Fini che, davanti a Silvio Berlusconi, gridava: “Che fai, mi cacci?”. 

Nella tarda serata di giovedì, il via libera alla riforma del processo penale, un provvedimento contenuto nel programma di governo, è stato salutato con un certo sollievo da Pd, M5s e Leu. Anche perché contribuisce ad arricchire il carniere dei provvedimenti e, di conseguenza, ad allungare la vita del governo. 

Non è un caso, infatti, che Nicola Zingaretti abbia scelto la giornata di giovedì per presentare il Piano per l’Italia e che il giorno dopo il presidente del Consiglio sia volato a Gioia Tauro a inaugurare il Piano per il Sud. “Il governo va avanti solo se fa le cose”, ama ripetere Zingaretti, per mettere in guardia l’esecutivo dal rischio di finire come quello presieduto da Enrico Letta. E lo ripete oggi anche Matteo Renzi, ma con tono più minaccioso: “L’Italia rischia una crisi economica devastante, il Governo deve cambiare passo”. 

Se non lo fa, il messaggio implicito, occorrerà cercare nuove strade per evitare il peggio al Paese. Da Italia Viva viene spiegato che la volontà è ancora quella di fare andare avanti il governo, evitando “di raccogliere provocazioni” che arriverebbero da Conte in persona. 

L’ultima in ordine di tempo, viene riferito, sarebbe arrivata giovedì sera, a Consiglio dei Ministri in corso: “Hanno convocato la riunione alle otto di sera e il testo della riforma del processo penale ce lo hanno inviato alle 20 e 34. Senza il Lodo Conte Bis”. 

Sospetti incrociati

A dimostrare la buona volontà del leader, i renziani citano la loro presenza ai tavoli sull’agenda, sempre ieri. Ma avvertono, come fa anche Renzi, che “se Conte vuole una maggioranza diversa, allora non avrà che chiederlo”. Il sospetto dei renziani è che Conte stia già lavorando per raccogliere una maggioranza diversa, rastrellando parlamentari fra i gruppi esterni alla maggioranza. 

Intanto, però, Italia Viva sembra intenzionata a rinviare il redde rationem: i renziani voteranno la riforma del processo penale, riservandosi di affrontare il nodo prescrizione non appena i lavori parlamentari lo permetteranno. Non si tratta, ribadiscono da Iv, di una marcia indietro, visto che per Italia Viva “il Lodo Conte Bis rimane incostituzionale, al di là del nostro giudizio”. 

Lo stato di salute del governo, in ogni caso, sarà chiaro dopo le prossime votazioni sui provvedimenti del governo: la fiducia sul Milleproroghe alla Camera – sulla quale Italia Viva darà il suo apporto all’esecutivo – sarà un primo test. Poi si attende il voto di fiducia sulle intercettazioni al Senato.

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