Per sostenere l’acquisto di dispositivi di protezione, l’ala italiana dell’agenzia invita a donare. L’acquisto di mascherine, guanti e altri dispositivi aiuterà le strutture sanitarie in Italia ma anche il contrasto all’epidemia in paesi più fragili

Anche l’Unicef scende in campo per dare un aiuto concreto all’Italia, alle prese con la complessa gestione della diffusione, sul territorio nazionale, del nuovo coronavirus (al 23 marzo, si contano oltre 63mila casi totali).
Come annunciato dal presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, l’agenzia delle Nazioni Unite per la tutela dei diritti dell’infanzia darà un aiuto concreto inviando nel nostro paese materiali sanitari, per supportare le strutture sanitarie laddove c’è più bisogno. È ormai chiaro che mascherine, maschere chirurgiche, guanti, tute e occhiali protettivi, sono fondamentali per tutelare quanti sono in prima linea a gestire i malati, aspetto che incide ai fini di una migliore gestione del problema.
Ma non è il solo contributo: come annunciato anche via Twitter, è stata lanciata una campagna straordinaria per raccogliere fondi e sostenere la lotta contro Sars-Cov-2. Donare è semplice, andando sul sito. Si possono effettuare donazioni singole o mensili. L’epidemia ha dimostrato che la spinta dal basso è fondamentale e tutti possono fare la propria parte. Le donazioni ricevute serviranno ad acquistare altri dispositivi che saranno destinate alle strutture sanitarie italiane ma a contrastare la pandemia in paesi più fragili, dal punto di vista sanitario e dell’accesso alle cure.
L’agenzia, dallo scoppio della pandemia, ha inviato 6 tonnellate di materiale sanitario. Tra i paesi che hanno ricevuto gli aiuti, sotto forma di dispositivi, la Cina, la Malesia e molte altre nazioni. L’organizzazione ha anche lavorato, in particolare in Asia, per favorire una maggiore consapevolezza sulla prevenzione (chiave fondamentale per contenere il contagio e accrescere la consapevolezza). In Afghanistan, il sostegno agli ospedali si è concretizzato anche in formazione al personale sanitario.
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