Uno dei duelli più palpitanti nella storia della MotoGP è senza ombra di dubbio quello andato in scena tra Valentino Rossi e Casey Stoner a Laguna Seca nel 2008, la cui immagine simbolo è un clamoroso sorpasso al “Cavatappi”. La pirotecnica sfida, peraltro, rappresentò il definitivo punto di svolta del Mondiale di quell’anno. Andiamo, dunque, a rivivere le emozioni legate a quella calda domenica di luglio di dodici anni fa.

Laguna Seca, California, undicesimo round del motomondiale 2008. Dopo dieci gare, la classifica iridata è comandata da Valentino Rossi con 187 punti, seguito a quota 171 da Dani Pedrosa e a 167 da Casey Stoner. Cionondimeno, l’inerzia è tutta dalla parte dell’australiano. Il ventiduenne di Kurri-Kurri, campione del mondo in carica, aveva aperto l’annata con un successo in Qatar, dopo il quale, però, si era smarrito. La Ducati Desmosedici GP8 si era infatti rivelata più complessa da mettere a punto rispetto alla GP7 con cui aveva sbaragliato la concorrenza nel 2007. Pertanto, Stoner fatica a trovare la sintonia con la moto e i risultati ne risentono. Nel frattempo Rossi e Pedrosa prendono il largo nel Mondiale e sembrano destinati a giocarsi il titolo iridato. La situazione, però, cambia tra la fine di maggio e l’inizio giugno, quando l’australiano inizia a prendere confidenza con il mezzo meccanico. Una volta trovata la quadra del cerchio, torna il rullo compressore dell’anno precedente e inanella una vittoria dopo l’altra. Peraltro, al Sachsenring, Pedrosa finisce violentemente per terra e si procura un infortunio che gli impedisce di gareggiare in California.

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Dunque, a Laguna Seca si arriva con Rossi in testa al campionato, ma con Stoner in decisa rimonta. Il canguro ha infatti recuperato ben 30 punti al Dottore solo nelle ultime tre gare. Peraltro, parecchie piste della seconda parte del calendario sorridono al centauro della Ducati. Dunque, la sfida è apertissima ed elettrizzante. Sulla pista californiana, nel 2007, Casey aveva letteralmente scherzato gli avversari, il che lo rende l’ovvio favorito anche nel 2008. Il quarto successo di fila appare annunciato da un passo superiore nelle prove libere e da una roboante pole position, ottenuta con mezzo secondo di vantaggio su Valentino, il quale sembra destinato a dover limitare i danni. C’è un però. Rossi è un fuoriclasse e, di conseguenza, non si rassegna certo al secondo posto.

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Subito dopo il semaforo verde Stoner si pianta in testa, convinto di iniziare una fuga solitaria. Tuttavia, il ventinovenne di Tavullia si incolla al codone della Ducati e la segue come un’ombra, andando subito a superare il battistrada al Corkscrew, il famoso “Cavatappi”, una chicane posta in cima a una salita che subito si tramuta in una vertiginosa picchiata in discesa. Il messaggio all’avversario è chiaro, il Dottore fa capire al canguro che, se vorrà vincere, dovrà sudare le proverbiali sette camice.

Il ventiduenne di Kurri-Kurri raccoglie il guanto di sfida e non si tira indietro, anzi controsorpassa il rivale sul “rettilineo” del traguardo. Poco dopo Valentino ritarda al massimo la staccata e si butta all’interno dell’avversario alla curva 5. Casey non ci sta ed effettua un clamoroso sorpasso all’esterno della curva 6, al quale l’italiano risponde sopravanzando di nuovo l’australiano al Cavatappi, peraltro in maniera molto decisa. Rossi ritarda la staccata talmente tanto da dover girare sulla sabbia, spingendo poi sul cordolo Stoner all’uscita per restare davanti.

Ormai è guerra aperta. I due, che non si amano, stanno mandando in scena una sorta di resa dei conti, dando vita a uno dei duelli più spettacolari nella storia del motomondiale. La Ducati è più performante sui rettilinei e nei curvoni veloci, la Yamaha invece è avvantaggiata in staccata e nelle pieghe strette. Valentino e Casey sono in trance agonistica e si stanno prendendo dei rischi folli. Con il passare dei giri, le due moto si sfiorano a più riprese a velocità elevatissime.

La battaglia è da tachicardia ed entrambi stanno guidando al 110% delle loro possibilità, oltrepassando il limite a più riprese in un duello all’O.K.Corral che termina bruscamente a nove giri dal termine, quando Stoner, ritardando oltremodo la staccata all’ultima curva nel tentativo di restare incollato al rivale per attaccarlo sul traguardo, finisce lungo e va nella sabbia. Può ripartire, ma ormai Rossi si è involato verso una vittoria che alla vigilia sembrava irraggiungibile.

Il dopo-gara è rovente. L’australiano si rifiuta di stringere la mano all’italiano, accusandolo di essersi comportato in maniera scorretta, ricevendo per tutta risposta un lapidario “That’s racing, Casey”. I commissari giudicano regolare ogni azione del Dottore, compreso il controverso sorpasso al Cavatappi e il risultato viene confermato, mentre in Italia partono furibonde polemiche tra rossiani e ducatisti.

Passa quasi un mese prima del GP successivo. Un mese durante il quale i tarli depositati nella testa di Stoner dall’esito di quel duello intensissimo lavorano silenziosamente. Laguna Seca, infatti, si rivela il crocevia decisivo di quel Mondiale, perché nelle successive due gare di Brno e Misano va in scena lo stesso identico copione. Sia in Repubblica Ceca che in Romagna l’australiano parte dalla pole, ma l’italiano si pianta alle sue spalle. Casey lo sa e nel tentativo di disinnescare la bagarre sul nascere spinge come un ossesso, finendo a terra in entrambi i casi. Valentino vince ambedue i Gran Premi e vola a +80 nella classifica iridata. Saluti e baci, il Titolo torna a Tavullia dopo tre anni di digiuno.

Insomma, quella sfida da paura sulla tortuosa pista californiana non è stata memorabile solo per essersi rivelata meravigliosa in sé, ma anche perché ha rappresentato la sublimazione della breve, quanto intensa, rivalità tra Rossi e Stoner, concentrando dentro di essa l’esito di un intero Mondiale, il sesto conquistato in MotoGP nella carriera del Dottore che, negli anni a venire, avrebbe dato vita a nuovi epici duelli, seppur con un avversario diverso…

paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: Valerio Origo

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