Con i suoi 45 metri di estensione è probabilmente l’animale più lungo mai avvistato negli oceani: è un sifonoforo appena scoperto nei canyon sottomarini di Ningaloo, nell’Oceano indiano, da una spedizione australiana.
“Semba un Ufo!”, ha esclamato Nerida Wilson, biologa del Western Australian Museum, scorgendo nelle immagini catturate dal robot la filiforme creatura “acciambellata” a spirale sul fondo oceanico. In realtà, una colonia fluttuante di polipi dalla consistenza gelatinosa, esponente del genere Apolemia.
Come altri sifonofori – tra cui la più celebre Caravella portoghese – quello che appare come un unico organismo è invece composto da diversi individui (zooidi) che si uniscono gli uni agli altri per fare gioco di squadra. Ogni tipo di polipo si occupa di una funzione e per questo, assume forme specifiche, per esempio, i gastrozoidi sono deputati alla funzione nutritiva: catturano il cibo e lo immettono nel “sistema”, a disposizione dell’intera colonia.
Nuove strane creature dagli abissi australiani
Gli abissi australiani non sono nuovi ad avvistamenti dal gusto fantastico (ricordiamo lo straordinario polpo Dumbo) e il sifonoforo da record non è l’unica scoperta della spedizione. Quanto a stranezza anche questo cetriolo di mare sa il fatto suo, assurdo persino nel nome, anzi nei nomi: Enypniastes, comunemente detto “pesce pollo senza testa”:
Qui potete ammirare uno spettacolare branchiocerianthus gigante che mostra i tentacoli con cui caccia e protegge le sue uova (visibili nella seconda foto)
Servendosi del robot subacqueo Rov SuBastian, gli scienziati hanno potuto scoprire molti altri abitanti degli abissi, organismi eccezionali e nuove specie: grandi comunità di spugne vitree (silicospongie), il calamaro Taningia danae (uno dei più grandi conosciuti) e una miriade di specie di idrozoi, molluschi, cirripedi e aragoste tozze (o Galatea).
Il robot sottomarino, chiamato Rov SuBastian ha raggiunto i 4500 metri di profondità in 20 immersioni, per un totale di ben 181 ore di esplorazione degli abissi. Ecco l’incontro con un calamaro bioluminescente a 2500 metri di profondità:
Abissi, un mondo fragile e ancora sconosciuto
“C’è così tanto ancora da scoprire sulle profondità abissali e ci sono innumerevoli specie che ancora non abbiamo mai visto”, dice Wendy Schmidt, co-fondatore del Schmidt Ocean Institute, in un video in curi racconta le scoperte della spedizione.
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“Il nostro pianeta è profondamente interconnesso: ciò che accade negli abissi influisce sulla vita terrestre – e viceversa. Questa ricerca è fondamentale per capire meglio queste connessioni e l’importanza di proteggere questi fragili ecosistemi. I canyon di Ningaloo sono solo una delle tante meraviglie sottomarine che stiamo scoprendo e che può aiutarci ad apprezzare ancora di più il nostro pianeta”.
Riferimenti: Schimdt Ocean Institute
Credit immagine di copertina: DesignNPrint/ Pixabay
