I test pre-stagionali del Montmelò che, per colpa dell’emergenza sanitaria globale, sembrano distanti anni luce da noi, rimangono però più vicini di quanto si pensi. La sei-giorni di Barcellona, infatti, si era conclusa esattamente due mesi fa, con verdetti abbastanza netti. Una sorprendente novità per un mondo che, solitamente, ama nascondersi, mischiare le carte, e non far capire il proprio reale valore ai rivali. Quali erano le certezze emerse dalla pista catalana? In primo luogo che la Mercedes avesse approcciato alla stagione 2020 con le armi affilate, anzi affilatissime, mentre la Ferrari avesse ancora diversi aspetti da limare e chiarire. Il vantaggio tecnico delle Frecce d’argento appariva netto, sotto molti punti di vista. Un motivo ulteriore per il team di Maranello per confidare in una inversione di tendenza più corposa nel 2021 quando, in teoria, sarebbe dovuta avvenire la rivoluzione tecnica tanto attesa.

La pandemia del COVID-19, oltre a mettere in forte dubbio il calendario della stagione in corso (sembra che si potrà partire ufficialmente nel weekend del 5 luglio con il Gran Premio d’Austria del Red Bull Ring) ha reso inevitabile lo spostamento di un anno il nuovo regolamento. Non più 2021, ma 2022. Quella, dunque, sarà la data della tanto attesa nuova era tecnica della massima categoria del motorsport. Una vera doccia gelata per la scuderia con il Cavallino Rampante. Il motivo è di semplice lettura.

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Se, come appariva chiaro, la Ferrari confidava nella prossima annata per mettere finalmente in dubbio il dominio incontrastato del team di Brackley, questo intento sarà posticipato di almeno 12 mesi. La Mercedes è una squadra formidabile che non sbaglia una mossa e che ogni anno è in grado di alzare l’asticella della competizione ma, per usare un eufemismo, non è snobbata dalla buona sorte. In questo momento, infatti, il suo vantaggio tecnico (abilmente costruito, non certo piovuto dal cielo, sia ben chiaro) si potrà prolungare ancora per due campionati.


Tutti i rivali, quindi, rimangono con un pugno di mosche in mano. Ferrari e Red Bull in primis erano già proiettati verso il 2021 con grandi sforzi a livello di progettazione, per azzeccare la vettura perfetta. Quella che, nelle loro idee, avrebbe preso il testimone della Mercedes. Per il momento, quindi, tutto sarà messo in ghiaccio in vista del Mondiale 2020 (e successivamente quello 2021) vedranno ancora le Frecce d’argento in prima fila. Vetture e team da battere. Che qualcuno ci riesca, come vediamo da sei anni, è tutt’altro che facile.

Oltre a costruire monoposto veloci e potenti, infatti, a Brackley sanno unire prestazioni e affidabilità, con problemi e rotture che, solitamente, si manifestano solo nei test pre-stagionali. In questa edizione, per esempio, i motori Mercedes avevano messo in mostra segni di cedimento preoccupanti che, ovviamente, saranno sistemati in queste settimane di stop forzato. Cosa dicevamo prima riguardo la fortuna…? Ad ogni modo le W11 che si sono viste al Montmelò rischiano nuovamente di cannibalizzare la stagione, non avendo segnalato punti deboli e, anzi, proponendo due sistemi come il DAS (Dual Axis Steering) ed il PAS variabile (Power Assisted Steering) che rappresentano il punto massimo della ingegneria applicata al motorsport.

Dall’altra parte, invece, la Ferrari prova a mantenere la calma ed a ragionare. La SF1000 è nata con qualche neo di troppo, per cui il presente non parte sotto i migliori auspici. A Maranello speravano che il 2021 avrebbe potuto essere l’anno della svolta, del ritorno al vertice dal punto di vista tecnico. Invece no, bisognerà attendere il 2022, oppure azzeccare ogni mossa sin dai primi giorni dopo la riapertura dello stabilimento della Rossa. Rimettere mano alla monoposto di Charles Leclerc e Sebastian Vettel e tentare l’impresa: mettere in dubbio il dominio della Mercedes. Più semplice a dirsi che a farsi, ovviamente. Ma altri due anni di strapotere delle Frecce d’argento sarebbero un macigno davvero notevole per la Formula Uno in generale, e per la scuderia emiliana in particolare.


alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto: Lapresse

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