Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella notte il decreto Bonafede e ha approvato le regole sulla privacy relative all’utilizzo dell’app Immuni. Nessuna conseguenza per che decidere di non utilizzare l’app, da installare su base volontaria. La piattaforma sarà realizzata esclusivamente con infrastrutture italiane. Il database verrà cancellato alla fine dell’emergenza Covid e comunque entro il 31 dicembre 2020. Tutela della privacy e no alla geolocalizzazione.

Nel pacchetto giustizia c’è il giro di vite su scarcerazioni e processi penali da remoto. Misure già annunciate nei giorni scorsi, sia dal Guardasigilli Alfonso Bonafede, dopo le polemiche sull’uscita dal carcere di alcuni esponenti della criminalità organizzata, sia da un ordine del giorno approvato alla Camera dopo l’approvazione definitiva della legge di conversione ‘Cura Italia’ con cui il Governo si era impegnato a limitare le previsioni sull’estensione delle udienze online, tanto contestate dagli avvocati penalisti.

Previsto, infine, il rinvio, al primo settembre, della riforma delle intercettazioni, che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo maggio, per permettere l’adeguamento delle strutture negli uffici giudiziari – impossibile in questa fase di emergenza sanitaria – per l’attuazione delle nuove misure. 

L’app Immuni

“Al solo fine di rintracciare le persone che siano entrate in contatto con soggetti risultati positivi e tutelarne la salute attraverso le previste misure di profilassi nell’ambito delle misure di sanita’ pubblica legate all’emergenza Covid-19”, prevede il decreto, “presso il ministero della Salute e’ istituita una piattaforma per il tracciamento dei contatti stretti tra i soggetti che, a tal fine, hanno installato, su base volontaria, un’apposita applicazione sui dispositivi di telefonia mobile”. La piattaforma sara’ realizzata “esclusivamente con infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e gestite da amministrazioni o enti pubblici o in controllo pubblico”.

Solo dati necessari su contatti con positivi a Covid​

Per “impostazione predefinita”, i dati personali raccolti dall’applicazione saranno “esclusivamente quelli necessari ad avvisare gli utenti dell’applicazione di rientrare tra i contatti stretti di altri utenti accertati positivi al Covid-19, individuati secondo criteri stabiliti dal ministero della Salute”, nonché ad “agevolare l’eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti”. I dati raccolti non potranno essere utilizzati per “finalità diverse”, salva “la possibilità di utilizzo in forma aggregata o comunque anonima, per soli fini statistici o di ricerca scientifica”.

Ok uso anonimi o pseudonimi, no geolocalizzazioni​​

Il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti deve essere basato sul “trattamento di dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi oppure, ove cio’ non sia possibile, pseudonimizzati”. Esclusa “in ogni caso” la geolocalizzazione dei singoli utenti.

No a limitazioni per chi non userà la app​

Il mancato utilizzo dell’applicazione “non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all’esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati”. Assicurato “il rispetto del principio di parita’ di trattamento”.

Dati cancellati entro il 31 dicembre

L’utilizzo dell’applicazione e della piattaforma, nonché ogni trattamento di dati personali saranno interrotti “alla data di cessazione dello stato di emergenza disposto con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, ed entro la medesima data tutti i dati personali trattati devono essere cancellati o resi definitivamente anonimi”.

La stretta sulla giustizia

Su scarcerazioni dei boss il vaglio dei pm antimafia

Sara’ necessario il parere del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo sulle istanze di scarcerazione presentate da detenuti al 41 bis. Per coloro che hanno commesso reati gravi, e sono detenuti in alta sicurezza, il vaglio spettera’ ai magistrati delle Dda.

Limiti per i processi penali da remoto

Stop all’estensione del processo penale da remoto, previsto dal decreto Cura Italia. Le disposizioni in materia “non si applicano, salvo che le parti vi acconsentano, alle udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio e a quelle nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti”. Sulle udienze telematiche, nuove misure riguardano anche la giustizia amministrativa e quella contabile.

Rinviata a settembre entrata in vigore norme intercettazioni

Rinvio al primo settembre prossimo dell’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni. Le disposizioni si applicheranno ai procedimenti penali “iscritti successivamente al 31 agosto 2020”.

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