
Con l’allentamento delle restrizioni e la riapertura di bar, ristoranti e negozi, l’Italia prova a ripartire. Non mancano però proteste e problemi per i proprietari di tante attività commerciali messe in crisi dai mesi di lockdown
In Italia le cronache raccontano di una ripartenza problematica ma allo stesso tempo ordinata: file fuori dai centri commerciali fin dalle prime ore del mattino – alcune, come quelle all’Ikea di Corsico nell’hinterland milanese ricordavano le chilometriche serpentine ai padiglioni di Expo -, barbieri e parrucchieri presi d’assalto, oltre a chiese di nuovo piene di fedeli. È questo l’affresco che le immagini raccolte il 18 maggio, giorno in cui finalmente sono venute meno le restrizioni da coronavirus per bar, ristoranti e attività commerciali al dettaglio, ci raccontano. Potete sfogliarle nella nostra gallery.
Da Milano a Napoli le persone stanno lentamente tornando a una parvenza di normalità, riappropriandosi di spazi per mesi negati. Secondo i primi numeri, però, una buona percentuale di attività non ha ancora riaperto: le difficoltà economiche e gli accorgimenti per il distanziamento sociale da adottare all’interno degli spazi chiusi, gettano moltissimi esercenti in difficoltà. E infatti non sono mancate alcune proteste di piazza.
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