Apple e Google lanciano la loro interfaccia per il contact tracing

Pronta l’interfaccia di comunicazione via bluetooth, già offerta a 22 governi tra cui l’Italia. Sarà disponibile con i prossimi aggiornamenti

apple google
(Foto: Apple)

Con qualche giorno di ritardo sulla tabella di marcia iniziale, che prevedeva la consegna per metà maggio, Apple e Google hanno infine rilasciato l’interfaccia di comunicazione via bluetooth che molti stati integreranno sulla loro app di contact tracing, Italia compresa. I due colossi, che il 10 aprile hanno comunicato un’alleanza per superare gli ostacoli di interscambio tra le due scuderie di smartphone, hanno finalizzato il loro progetto e lo hanno già consegnato alle autorità con cui sono stati in contatto in queste settimane. Tra questi, una serie di amministrazioni degli Stati Uniti e 22 cancellerie di cinque continenti, tra cui si annovera quella italiana, visto che, dall’annuncio delle due multinazionali, il governo Conte ha aderito al loro progetto per rendere più efficace l’app scelta, Immuni, proposta dall’azienda milanese Bending Spoons. Con i prossimi aggiornamenti gli utenti potranno avviare l’interfaccia.

A partire da oggi, la nostra tecnologia di notifica di esposizione è disponibile per le autorità sanitarie sia su iOs che su Android – fanno sapere da Apple e Google -. Ciò che abbiamo creato non è un’app: si tratta di un’interfaccia (Api) che verrà integrata dalle autorità sanitarie nelle loro app – e sono queste app che verranno quindi installate dalle persone. La nostra tecnologia è progettata per far funzionare meglio queste app. Ogni utente può decidere se attivare o meno la notifica di esposizione; il sistema non raccoglie né utilizza la posizione dell’utente; e se a qualcuno viene diagnosticato Covid-19, sta a questa persona decidere se segnalarlo o meno nell’app dell’autorità sanitaria. La chiave del successo di questo sistema è l’adozione da parte degli utenti e crediamo che queste solide protezioni della privacy siano anche il modo migliore per incoraggiare l’uso di queste app“.

Come funziona

L’interfaccia della “notifica di esposizione”, come i due colossi hanno preferito ribattezzare il contact tracing con una verniciata più gradevole all’opinione pubblica, sarà pronta entro la metà di maggio (successivamente sarà integrata di serie con un aggiornamento del sistema operativa, ma attivata sempre solo dietro consenso esplicito). Ed è quindi lecito aspettarsi che non possano partire prima i programmi nazionali che hanno integrato le app all’interno dei loro sistemi di tracciamento. Lo stesso ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, in audizione alla Camera dei deputati il 30 aprile ha confermato che “l’Italia baserà la sua applicazione sul modello che ci garantisce maggiore affidabilità e funzionamento su tutti i device nonché tutela della privacy, ossia il modello di Apple e Google”.

L’interfaccia prende corpo, dopo il rilascio di alcune beta la scorsa settimana. All’utente che scaricherà la app sarà chiesto se vuole abilitare il sistema per ricevere notifiche se è entrato in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19. Incontrando altri dispositivi su cui è attivo il programma, lo smartpho scambierà via bluetooth le (low energy, che consuma poca batteria) pseudonimi random, che cambiano ogni quindici minuti circa (per ridurre il rischio che siano intercettati e attaccati da criminali informatici). Ogni giorno la app archivierà sul dispositivo una lista di “nomi di fantasia” con cui è entrata in contatto, con informazioni sulla distanza e sul tempo trascorso insieme (da un minimo di cinque minuti a un massimo di 30) per circa 14 giorni.

Se l’utente fa il test e si scopre positivo al coronavirus, gli sarà richiesto se vuole condividere la sua lista di contatti. Insieme al risultato del test potrà ricevere una password con cui caricare le informazioni e la data dell’esame (la scelta di questo meccanismo è affidata ai governi). A quel punto tutti gli altri dispositivi, collegandosi ai server delle autorità sanitarie (che in Italia saranno gestiti da Sogei), potranno scorrere la lista degli pseudonimi di soggetti affetti da Sars-Cov-2 e, se ne trovano uno che combacia con il proprio database, spedire una notifica con le misure da prendere (modello decentralizzato). Dall’isolamento volontario a una chiamata a un centralino dedicato o al medico di base. In ogni momento le persone potranno cancellare i dati e disabilitare le funzioni della app.

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