Life 120, per il Tar del Lazio Panzironi può tornare in tv

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha bloccato la sospensiva dell’Agcom contro i programmi del guru della dieta Life 120

panzironi
(foto: Ap/LaPresse)

Per il Tar del Lazio Adriano Panzironi, ideatore della contestata dieta Life 120, deve tornare in televisione. Il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso il provvedimento dell’Autorità garante delle comunicazioni, che all’inizio di aprile aveva richiesto uno stop di 6 mesi sui canali 880 del satellite e 61 del digitale terrestre, dei programmi sulla contestata dieta Life 120, firmati dal giornalista e ideatore del regime alimentare, Adriano Panzironi, né i suoi approfondimenti su come proteggersi dal coronavirus.

Dopo aver già avviato un processo sanzionatorio a fine marzo, proprio per lo stesso motivo, l’Autorità garante delle comunicazioni, relatore il commissario Antonio Nicita, aveva ordinato di sospendere le trasmissioni de Il cerca salute, il format per eccellenza di Panzironi (a processo per esercizio abusivo della professione medica), e dello speciale Quello che non vi hanno detto sul coronavirus per sei mesi.

Per il Tar del Lazio, però, “gli effetti del provvedimento sanzionatorio
oltre a determinare in capo alla ricorrente un evidente pregiudizio di natura non solo economica, consistendo come detto della completa paralisi dell’attività di media audiovisivo dalla stessa svolta,
non appaiono, allo stato proporzionati rispetto al fine perseguito” e che “nella comparazione degli interessi in gioco l’attività di diffusione, oggetto di sospensione, può essere ripresa“.

Panzironi, nonostante lo stop televisivo, non è comunque stato fermo, come ha potuto documentare Wired. Il 22 aprile il giornalista, a processo per abuso della professione medica, ha spedito ai suoi clienti sms che invitano a chiamare i centralini della Life 120 per fare acquisti di integratori e gel igienizzanti in vendita sulla sua piattaforma di ecommerce, una delle articolazioni, insieme alla tv, della sua galassia di business. Lo stop ai programmi del guru è arrivato dopo che l’Autorità delle comunicazioni ha chiesto anche a Facebook e Youtube di oscurare i filmati finiti nel mirino in tv, mentre è partita un’indagine sulle emittenti locali.

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