Hong Kong, lacrimogeni contro i manifestanti che protestano contro la legge sulla sicurezza nazionale
Stando a quanto riporta il sito di “Repubblica” la polizia di Hong Kong ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti riuniti per protestare contro la nuova legge sulla sicurezza voluta da Pechino: si tratta della prima grande manifestazione contro il governo cinese dopo l’inizio della pandemia da coronavirus. La legge sulle sicurezza nazionale è in discussione al Congresso del popolo di Pechino ced è accusata di infliggere un colpo letale all’autonomia dell’ex colonia. i manifestanti chiedono che la legge sia ritirata ma oggi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in conferenza stampa, ha detto che la norma “va approvata senza il minimo ritardo“. Wang ha ricordato la lacuna nella sicurezza nazionale che “spetta al governo centrale”, di fronte alla mancata azione del governo locale ex art.23 della Basic Law, sicuro che la norma non modificherà l’appeal di hub finanziario di Hong Kong.
In base a quanto circolato sui social media, i due punti di ritrovo sull’isola di Hong Kong era stati individuati al grande magazzino SOGO di Causeway Bay e al Southorn Playground di Wanchai, a partire dalle 13:00 locali (le 7:00 in Italia), al fine di dare vita a una marcia non autorizzata per dimostrare alla comunità internazionale che gli ‘hongkonger’ hanno ferma determinazione nella lotta per la democrazia. La polizia, secondo quanto hanno riportato i media locali, è in assetto antisommossa e ha provveduto già a portato via Tam Tak-chi, vicepresidente del People Power, mentre altri agenti hanno ordinato alle altre decine di persone di disperdersi. Gli attivisti hanno scandito slogan come “Niente rivoltosi, solo tirannia“.
