Si preannuncia un percorso molto lungo ed impervio quello che potrebbe portare la Virtus Bologna a partecipare alla prossima edizione dell’Eurolega. La massima competizione cestistica continentale per club, intenzionata a confermare tutte le 18 squadre dell’ultima stagione (interrotta in anticipo e annullata causa Covid-19), potrebbe infatti essere costretta a sostituire il Panathinaikos del vulcanico presidente Dimitris Giannakopulos, il quale ha recentemente messo in vendita il club greco chiedendo ad Eurolega di cedere la propria licenza decennale (mancano ancora 6 annate alla scadenza).
A questo punto i verdi di Atene dovrebbero pagare una penale di 10 milioni di euro per uscire dal contratto, ma Giannakopulos ha già annunciato che questa clausola verrà impugnata e che alla fine sarà Euroleague a dover pagare il club ellenico. Si profilano all’orizzonte dei tempi molto lunghi per un’eventuale causa da parte del Pana, specialmente se poi l’Eurolega dovesse rispondere con una causa per danni. In tutto questo la Virtus Bologna resta alla finestra e attende gli sviluppi di una vicenda molto complessa, che dovrebbe però liberare un posto per l’Eurolega 2020-2021. La società emiliana si era già resa disponibile per un eventuale ripescaggio tramite una richiesta ufficiale mandata a Jordi Bertomeu, il quale giorni fa aveva auspicato la presenza di una seconda squadra italiana oltre all’Olimpia Milano.
erik.nicolaysen@oasport.it
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