
Nel villaggio di Bibiclat, in occasione della festa di San Giovanni, il folklore locale, la storia Novecentesca e la religione cristiana si mischiano in un sincretismo di simboli e riti che non ha paragoni in nessun altro luogo del mondo
Devoti coperti di fango, foglie di banano secche, vite e ramoscelli aspettano fuori dalle proprie case di essere benedetti da un sacerdote per le celebrazioni del Festival Taong Putik (“popolo del fango“) nel villaggio di Bibiclat nella città di Aliaga, provincia di Nueva Ecija, Filippine. Qui, ogni anno – come potete vedere dalle foto raccolte nella nostra gallery – gli abitanti celebrano la festa di San Giovanni rievocando un episodio specifico che caratterizzò la storia della guerra del Pacifico: una forte pioggia, nel 1944, fermò proprio in questa data l’esecuzione di 14 abitanti del villaggio da parte dei soldati giapponesi.
I cittadini lo considerarono subito un miracolo del Santo, e da allora, ogni anno, si rotolano nel fango per mostrargli gratitudine. San Giovanni Battista, nell’iconografia cristiana è da sempre rappresentato come un asceta che indossa unicamente una pelle di cammello. Il rito, che mischia folklore, religione e storia, quest’anno è stato sconsigliato dalle autorità a causa delle restrizioni per il virus, ma ciò non ha impedito alle popolazioni locali di prestar fede alle celebrazioni.
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