Nonostante un digiuno iridato che perdura dal 2007, la Ferrari rimane il team più vincente nella storia della Formula 1, avendo ottenuto nel corso degli anni ben 15 titoli mondiali piloti. Solo la McLaren, arrivata a quota 12 e a sua volta a secco da più di un decennio, può dire di essere nella scia del team di Maranello. La Mercedes, dominatrice assoluta dell’era turbo-ibrida, è ancora a metà strada rispetto al Cavallino Rampante, avendo raccolto un totale di 8 allori. Riuscirà però la “Rossa” a invertire la tendenza e tornare sul trono?

Di sicuro c’è che l’attuale periodo di astinenza è uno dei più lunghi di sempre. Ormai sono passati tredici anni da quando l’ultimo pilota a bordo di una Ferrari è stato capace di laurearsi Campione del Mondo. Parliamo, ovviamente, di Kimi Räikkönen al termine della convulsa stagione 2007, caratterizzata dalla spy-story denominata Stepneygate. Da allora, per il team di Maranello sono arrivate solo delusioni. La bruciante sconfitta del 2008 rimane probabilmente la peggiore. Sia per il crudele epilogo del GP del Brasile, sia perché vi è la consapevolezza che senza quel motore rotto a pochi chilometri dal traguardo nel GP d’Ungheria, Felipe Massa avrebbe conquistato l’Iride. Negli anni ’10 del XXI secolo, Fernando Alonso e Sebastian Vettel hanno lanciato due assalti al campionato a testa, venendo però sempre respinti. Lo spagnolo proprio dal tedesco, quando questi ancora gareggiava per la Red Bull. Poi, una volta vestitosi di rosso, il teutonico ha visto i suoi tentativi infrangersi contro quel Lewis Hamilton che aveva già battuto Massa nel fatidico 2008.

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La siccità corrente ha ormai superato in lunghezza quella sofferta tra gli anni ’60 e ’70. Infatti, passarono 11 stagioni tra il titolo di John Surtees (1964) e il primo di Niki Lauda (1975). Nel mezzo tante annate difficili, con la Ferrari costretta a inseguire i team britannici e a inchinarsi a fuoriclasse del calibro di Jim Clark e Jackie Stewart, senza mai riuscire a portare un vero e proprio assalto al Mondiale se non nel 1970, ma esclusivamente perché Jochen Rindt perse la vita a Monza. La sconfitta sul filo di lana contro la McLaren di Emerson Fittipaldi, nel 1974, si rivelerà prodromo dei trionfi degli anni seguenti. Solo il “grande digiuno” perdurato tra il l’affermazione di Jody Scheckter nel 1979 e quella di Michael Schumacher nel 2000 è stato più lungo di quello attuale.


Rileggendo il passato in questo modo, ci si rende conto di come l’epopea della Ferrari relativa ai Mondiali piloti sia caratterizzata da cicli. A periodi più o meno lunghi di “vacche grasse”, si alternano momenti fatti di delusioni e difficoltà. In effetti, nelle tredici stagioni tra il 1952 e il 1964, il Cavallino Rampante ha conquistato sei titoli iridati (Alberto Ascari 1952 e 1953, Juan Manuel Fangio 1956, Mike Hawthorn 1958, Phil Hill 1961 e John Surtees 1964). Dopodiché, la scuderia di Maranello è rimasta in astinenza per undici anni. A seguire, sono arrivati tre successi nell’arco di un lustro (Niki Lauda 1975 e 1977, Jody Schectker 1979), prima di dover affrontare il “grande digiuno”, dopo il quale è però arrivata la “grande abbuffata”, in cui sono stati conquistati ben sei titoli nel corso di otto stagioni (Michael Schumacher 2000, 2001, 2002, 2003, 2004 e Kimi Räikkönen 2007). Da allora, stiamo ancora aspettando il X pilota capace di laurearsi Campione a bordo di una Ferrari.

I CICLI FERRARI
1950-1964 – 15 stagioni, 6 Mondiali piloti
1965-1974 – 10 stagioni, 0 Mondiali piloti
1975-1979 – 5 stagioni, 3 Mondiali piloti
1980-1999 – 20 stagioni, 0 Mondiali piloti
2000-2007 – 8 stagioni, 6 Mondiali piloti
2008-???? – 12? stagioni, 0 Mondiali piloti

Insomma, è vero che l’attuale periodo di secca sta iniziando a farsi atroce, ma guardando alla storia del Cavallino Rampante, viene da citare Paulo Coelho quando scriveva che “l’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole”. Non sappiamo quando verrà spezzata l’attuale astinenza, ma il passato ci insegna che quando si riesce a rompere la maledizione, a Maranello poi i titoli arrivano a raffica.

paone_francesco[at]yahoo.it

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Foto: La Presse

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