
Esattamente oggi ricorre il terzo anniversario dalla scomparsa di Pietro Taricone ed è inutile stare qui a dirvi i modi, i tempi, i luoghi del “come è successo” e del “perché”. Se ne è già parlato abbastanza. Piuttosto, con molta umiltà e lontano dal voler guadagnare risonanza e allori (non sono come certe pagine Facebook in suo nome che postano annunci pubblicitari ogni dieci minuti), mi piacerebbe condividere con voi un aneddoto che, con molta difficoltà, troverete su “quel giornale”, su “quello speciale web”, su “quella puntata in tv”. Perché è un racconto di gente comune, da dietro le quinte, di quelli che passano, all’apparenza, inosservati, perché pregni di vita reale, naturale. Racconta di operai dello spettacolo che lavoravano tutti a braccetto, chi più, chi meno, e formavano la grande famiglia della prima stagione de La Nuova Squadra.
Io ero tra questi e del Guerriero conservo impresso nella mente il suo sorriso guascone, la sua vivace disponibilità. Pietro non era mai musone, mai supponente, aveva poco del comportamento tipico degli attori, non era di quelli che si lamentava per orari di convocazione fuori luogo, né di quelli che, nemmeno arrivava, e si chiudeva in camerino latrando verso tutto e tutti, pretendendo “favori e companatico” dalle sette del mattino a seguire. Pietro, uomo semplice, perché sapeva di essere, in fondo, un privilegiato. E non lo mascherava dietro velleità artistiche presunte, anzi guadagnava il suo status, lavorando sodo tutti i giorni nel pieno rispetto di tutti i colleghi, dall’ultimo manovale al primo attore. Pietro voleva fare “l’attore serio”, per questo si rintanò lontano dallo schermo televisivo, dopo quel primo Grande Fratello. La Nuova Squadra fu per lui un’occasione di crescita, anche economica, e non ne faceva mistero: “Adesso ho una famiglia e devo pagare un mutuo” disse a Vanity Fair.
Un uomo normale, ma speciale. Perché quando, durante una pausa lavorazione a La Nuova Squadra, una delle costumiste gli portò un quadro con il nome di sua figlia realizzato a mano in uncinetto, una lacrima gli solcò il viso. Il Guerriero, ve l’avranno raccontato in tanti, aveva davvero un cuore d’oro e quando il “Non pensavo ti piacesse così tanto” di rito fu pronunciato, lui rispose con un sereno: “E adesso che lo vede Kasia fa pure peggio…”.
