Puglia, i Prestiti Lift per risollevare la liquidità delle imprese

Tre avvisi modellati sulle esigenze del sistema per far fronte alle carenze di capitale circolante: Microprestito e il doppio Lift Plus. Ecco come sono strutturati e come saranno erogati ai soggetti interessati

(foto: Donato Fasano/Getty Images)

L’emergenza Covid-19 in Italia non è ancora finita ma la parola d’ordine, archiviata la fase più dura sul piano sanitario, è rilancio. Anche la Regione Puglia deve fronteggiare le numerose ricadute negative sul suo sistema economico e produttivo, con un particolare occhio di riguardo a quei comparti strategici, come la cultura e il turismo, che più di altri rischiano di risentire del cambiamento profondo imposto dalla pandemia a livello globale.

Come confermava il recentissimo report di Banca d’Italia sull’economia della Puglia (2019), divulgato lo scorso 22 giugno, un fabbisogno di liquidità delle imprese a seguito dei provvedimenti di blocco delle attività esiste, perché “anche tenendo conto degli effetti delle misure introdotte dal Governo […] le aziende pugliesi a rischio di illiquidità nei settori sottoposti a chiusura sono quasi un quarto”.

Le imprese locali possono ricorrere al pacchetto Prestiti Lift – Un sostegno per la tua impresa: tre strumenti, dal valore complessivo di 448 milioni di euro, a cui spetta sostenere le carenze di capitale circolante, quindi di liquidità, generate dall’emergenza. L’acronimo Lift significa infatti Liquidità alle Imprese in Favore del Territorio.

I tre avvisi – rispettivamente Microprestito (Lift), Titolo II Capo 3 Circolante (Lift Plus) e Titolo II Capo 6 Circolante (Lift Plus) – attivati dalla Regione Puglia e gestiti dalla società in house Puglia Sviluppo come organismo intermedio o finanziario – hanno budget diversi e si rivolgono a soggetti diversi del tessuto imprenditoriale. Finanziati dalle risorse Por Puglia 2014-2020, sono misure aperte a sportello fino al 31 dicembre 2020. Nel dettaglio, Microprestito (Lift) ha un budget da 248 milioni ed è pensato per microimprese operative e per i lavoratori autonomi iscritti al registro delle imprese. Il Titolo II Capo 3 Circolante (Lift Plus) può contare su 150 milioni di euro, destinati a imprese micro, piccole e medie, nonché ai professionisti operanti nei settori del commercio, dell’artigianato, del manifatturiero, dei servizi. Infine, il Titolo II Capo 6 Circolante (Lift Plus): con una dotazione di 50 milioni di euro, darà ossigeno a imprese micro, piccole e medie che operano nel turismo.

L’obiettivo è lo stesso, immettere liquidità, ma c’è una differenza. Nel caso dei due avvisi del Titolo II, quindi Lift Plus, il sostegno viene erogato in forma di sovvenzione diretta pari fino a un massimo del 30% dell’importo di un nuovo finanziamento concesso da un soggetto accreditato (banca). Nel caso invece del Microprestito (Lift) i finanziamenti vengono erogati sotto forma di mutui quinquennali a tasso zero (tra i 5 mila e i 30 mila euro).

Che le imprese abbiano bisogno di ripartire ed essere sostenute lo dimostra la risposta al lancio degli avvisi (pubblicati il 4 giugno scorso sul Burp regionale). Come spiega a Wired l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Cosimo Borraccino, “a poco più di tre settimane dalla pubblicazione dell’avviso per il Microprestito sono arrivate complessivamente quasi 7.300 domande, con richieste di agevolazioni per più di 156 milioni di euro. Per quanto riguarda il “Titolo II Circolante” le pratiche immesse sono circa 1400 (l’atto con cui la Regione Puglia impegna le risorse, in favore delle imprese beneficiarie, è sempre successivo all’erogazione del finanziamento da parte della banca e al completamento della verifica istruttoria di Puglia Sviluppo, ndr). Posso dire quindi che questi provvedimenti sono stati ben accolti dal sistema produttivo pugliese e le pratiche di espletamento stanno procedendo piuttosto celermente”.

Il pacchetto a favore della liquidità alle imprese del territorio viene promosso da Domenico De Bartolomeo, presidente della Confindustria pugliese. A Wired il presidente – e imprenditore pugliese – dichiara: “Ritengo che Regione Puglia abbia interpretato al meglio le esigenze del momento e la difficoltà e che abbia lavorato proprio sulle esigenze stanziando a fondo perduto. Il giudizio è molto positivo”. De Bartolomeo, per Wired, traccia anche un quadro dello scossone ricevuto dalle imprese pugliesi a causa dell’emergenza, e quindi del prima e dopo: “Ci trovavamo in una stagione che finalmente agganciava dei veri segnali di ripresa. Venivamo da situazione drammatica con dei distinguo rispetto ai diversi settori (meccanica forte, agroalimentare forte) ma la situazione era fluida. Questo blocco intervenuto del tutto inaspettatamente ha bruscamente interrotto questa fase”.

Anche il report di Bankitalia confermava che tra le imprese rimaste sul mercato “è progressivamente aumentata la redditività, la liquidità e la patrimonializzazione; è calato l’indebitamento […], è diminuita la percentuale di aziende finanziariamente vulnerabili”. Ma ora, complice anche le incertezze generate dalla pandemia, tutte le sfide si fanno più complesse.

Alla domanda sulle prospettive delle diverse filiere locali, considerando anche i mutati scenari globali, per una regione che esporta anche molto, De Bartolomeo riconosce che “i settori che consideriamo trainanti sono quelli che di fatto non si sono mai fermati: agroalimentare, farmaceutica, ecc. Ma è necessario mettere in circolo la liquidità. Si associano due problemi: lo choc ha portato a un irrigidimento del sistema dove nessuno tende più ad essere elastico. Ma alle richieste di pagamento in anticipo, non corrisponde un accorciamento dei termini di pagamento della Pa. Un problema di mancanza di liquidità, determinato da riduzione dei fatturati, della produzione, che a lungo andare può determinare una situazione asfissiante”.

Nessuna critica però, da parte del presidente della Confindustria locale, alla politica del lockdown indistinto, che ha messo sullo stesso piano tutte le aree, anche quelle con meno contagi, in quanto “sarebbe stato complicato gestire qualcosa di non così omogeneo, pur nella consapevolezza che alcune regioni avrebbero potuto avere misure meno drastiche. Questo è il momento di fare valutazioni più mirate. Apprezzo Regione Puglia per aver saputo dare provvedimenti efficaci. Credo che il Governo debba fare alcune valutazioni più approfondite su alcuni settori, come turismo ed edilizia”.

Il turismo è uno dei settori sostenuti, ai fini della liquidità da Lift Plus, che si rivolge a micro, piccole e medie imprese del comparto. Un settore molto caldo che si dovrà confrontare con la fisiologica contrazione post Covid 19 e che dovrà cogliere anche qualche sfida. Sul tema, l’assessore Borraccino rimarca che “in questi 20 anni, la Puglia è passata, da una scarsa notorietà sui mercati stranieri, a posizionarsi come regione leader in Italia e nel Mediterraneo. Quest’anno le previsioni erano più che rosee. Poi è arrivata la pandemia. Ora siamo ripartiti, in sicurezza, e la Puglia può ancora essere la destinazione dell’estate 2020. Tuttavia, le potenzialità di miglioramento del posizionamento della Puglia sui mercati turistici internazionali sono ancora ampie. Dobbiamo incoraggiare azioni di miglioramento e di messa in rete del sistema di ospitalità, dobbiamo batterci per migliorare le infrastrutture. Dobbiamo anche migliorare i servizi, diversificandone l’offerta in modo da rispondere a diverse esigenze. Simili considerazioni valgono per le altre aziende pugliesi. L’innovazione è la sfida che abbiamo davanti a noi”.

Le imprese che vorranno accedere ai tre strumenti possono partecipare per via telematica sul portale www.sistema.puglia.it. Nel caso di Microprestito (Lift) la domanda va presentata direttamente dalle imprese, per Titolo II Capo 3 Circolante (Lift Plus) e Titolo II Capo 6 Circolante (Lift Plus) la richiesta di agevolazione deve essere presentata dal soggetto finanziatore. I tre avvisi fanno parte di una manovra finanziaria da 750 milioni di euro che, come spiegato dall’assessore Borraccino in precedenza, il Governo regionale ha varato dopo “un articolato lavoro di ascolto e di condivisione con tutto il partenariato economico-sociale della Regione, allo scopo di fornire gli strumenti adeguati al sistema produttivo pugliese”.

Sul percorso che ha portato al varo dei Prestiti Lift, e sulla loro customizzazione in favore dei reali bisogni delle imprese, si sofferma con Wired anche il presidente del Coordinamento regionale degli Ordini dei commercialisti e degli esperti contabili della Puglia, Elbano De Nuccio. “Abbiamo lavorato a stretto gomito con Regione Puglia per trasferire quelle che erano le esigenze del tessuto economico-imprenditoriale regionale, anche per cercare di ottenere prodotti direttamente fruibili dal destinatario, riducendo enormemente la catena di collegamento tra ente/istituzione e beneficiario, cercando di efficientare al massimo il sistema, memori anche della non felice esperienza del Dl Liquidità in ambito nazionale. Non c’è peggiore norma di quella che ha buona intenzione all’origine ma che non raggiunge l’obiettivo per un carattere burocratico”.

Proprio come altre misure di spinta alle imprese anche i Prestiti Lift suddividono i beneficiari, in base alla grandezza e alla morfologia. Come riflette De Nuccio, “questi prestiti hanno l’obiettivo di suddividere in maniera abbastanza analitica, sartoriale, i beneficiari. Le esigenze, sia in termini di fabbisogno finanziario e, di struttura organizzativa interna, sono diverse, non si può mettere tutto nello stesso calderone. È necessario utilizzare misure che siano costruite in maniera sartoriale su quella che è la dimensione del soggetto beneficiario”.

De Nuccio, dalla posizione privilegiata che la sua categoria ha nel sentire il polso di imprese e contribuenti, conferma l’appeal della misura e il fermento in corso. Conclude chiarendo anche un aspetto essenziale per una misura che pone il focus sulla liquidità: “Oggi, finanziando il circolante, si fa fronte alla tensione finanziaria generata dalla contrazione del fatturato per effetto del lockdown. Il beneficiario è un soggetto che non era in crisi prima del Covid, ma che per effetto del blocco dell’attività, è entrato in una situazione di tensione finanziaria. Non parlerei di crisi che dal punto di vista tecnico è qualcosa che va oltre, è già uno stato di insolvenza e il soggetto insolvente non è beneficiario di queste norme. Non sono soldi a pioggia. Ci sono attività di rendicontazione a consuntivo e quindi di controllo da parte della Regione ai fini del riconoscimento a fondo perduto”.

Senza trascurare alcun soggetto del sistema imprenditoriale, con i Prestiti Lift, la Regione vuole trainare il rilancio: alle imprese non resta che cogliere la spinta per ripartire, ritrovando una stabilità che consenta anche di guardare al futuro.

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