Brambati: non è questione che un allenatore deve imprimere la mentalità. E’ questione dei giocatori. Se non hanno qualcosa dentro, un obiettivo, non vai lontano
Massimo Brambati ha parlato sul campionato di Serie A durante la trasmissione Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio.
Queste le parole dell’ex calciatore e procuratore:
Che dice di Pioli, pronto ad andare via ma vincente con il Milan ora?
“Era una seconda-terza scelta. La prima era Giampaolo, poi Spalletti e poi lui. Il Milan negli ultimi anni ha continuato a cambiare dirigenti e allenatori. La Juve, che in questi anni ha dato una linea guida della proprietà, così come la Lazio. L’Atalanta è l’esempio che si deve dare continuità e crescere come qualità e risultati. So come lavora Conte, che è un allenatore che va tenuto perché devi dargli tempo affinchè possa far crescere la squadra. Pioli è arrivato come sostituto di un sostituto. La continuità deve essere il concetto principale. Lo vediamo anche in Inghilterra, dove i tecnici rimangono spesso parecchi anni in panchina”.Che differenza c’è tra la prima Juve di Conte e l’Inter di Conte?
“La differenza? Non la qualità dei giocatori, ma che quelli della Juve avevano un sogno, quello di arrivare a vincere lo Scudetto. Quelli dell’Inter non hanno sogni. Non è questione che un allenatore deve imprimere la mentalità. E’ questione dei giocatori. Se non hanno qualcosa dentro, un obiettivo, non vai lontano”. Conclude Brambati.

