AGI – Si apre domani una settimana cruciale per i Ventisette, i cui leader sono chiamati a cercare un’intesa sul pacchetto di aiuti per sostenere le rispettive economie duramente colpite dai lockdown imposti dalla pandemia da Covid 19.

Oltre agli strumenti già messi in campo dalla Vommissione, come ‘Sure’ a sostegno dell’occupazione e i fondi del Mes per le spese sanitarie, il nodo che deve affrontare il consiglio europeo di venerdì e sabato riguarda il progetto ‘Next generation Ue’ (ex Recovery Fund), proposta dall’esecutivo Ue che prevede stanziamenti agli Stati per un totale di 750 miliardi di euro, di cui 500 a fondo perduto e 250 di prestiti (oltre all’approvazione del bilancio pluriennale).

Il progetto di Recovery è stato sostanzialmente confermato nella bozza negoziale presentata venerdì scorso dal presidente del consiglio europeo, Charles Michel, che lascia intatto il fondo, tagliando, invece, di 20 miliardi il bilancio Ue 2020-21, a 1.074 miliardi. A favore del piano elaborato dalle istituzioni europee sono schierate l’Italia, la Spagna e il Portogallo.

I due schieramenti in campo

Contrari i cosiddetti Paesi ‘frugali’ del Nord Europa, Olanda, Svezia, Danimarca e Austria. Reduce dalle tappe a Lisbona e Madrid, in cui ha confermato l’asse con i capi del governo, Antonio Costa e Pedro Sanchez, e dalla trasferta a L’Aia, in cui ha confrontato la sua posizione con quella del primo ministro Mark Rutte, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è atteso lunedì pomeriggio in Germania per un incontro con Angela Merkel, al castello di Meseberg, residenza del governo tedesco a 65 chilometri nord di Berlino, nel Brandeburgo.

Nei giorni scorsi, a chi gli ha chiesto se riteneva che la cancelliera tedesca avesse abbassato le pretese di accordo, il premier ha risposto mostrandosi fiducioso. “Non credo proprio che Merkel abbia abbassato le pretese, perché io confido nel suo coraggio e nella sua visione politica. Chi ha visione politica non può abbassare le pretese”, ha detto.

Conte dovrebbe, invece, vedere il presidente francese Emmanuel Macron, la sera del 16, a Bruxelles, dove i capi di Stato e di governo dovrebbero confluire per incontri informali in preparazione del vertice, che si aprirà ufficialmente il giorno seguente. Ancora una volta, il ruolo di Francia e Germania sarà fondamentale per il raggiungimento di un’intesa.

Il summit, il primo ‘de visu’ da inizio pandemia, potrebbe però non essere risolutivo e diverse fonti già parlano di un secondo vertice, che potrebbe tenersi entro la fine del mese. Conte, che non vuole rinunciare ai 172 miliardi che il progetto della commissione attribuisce all’Italia, ha ribadito nei giorni scorsi di non essere disposto ad accettare un “compromesso al ribasso”.

“Serve una risposta elevata”, ha scandito, chiedendo che il summit dei capi di Stato e di governo confermi la proposta dell’esecutivo Ue e non cerchi per forza un accordo a Ventisette. Il premier italiano si gioca molto nella partita europea. Sostenuto da una maggioranza profondamente divisa sul ricorso agli aiuti del Mes (Pd e Iv spingono per il ‘si’, il Movimento 5 stelle è fermamente contro), Conte trarrebbe grande vantaggio dall’ok definitivo del’Ue al pacchetto ‘Next generation Ue’ per il quale ha già avviato la stesura di un piano di riforme, nel corso del Stati generali che si sono tenuti nelle settimane scorse a Villa Pamphilj.

Per il premier una partita doppia

In una fase in cui i mal di pancia dei partiti che fanno parte della coalizione di governo sono pressoché quotidiani e si concentrano sui dossier più diversi (da Autostrade, al Mes, ai temi della giustizia), il premier risulterebbe molto rafforzato da una eventuale ‘vittoria’ europea. Prima di partire per Bruxelles, Conte svolgerà le sue comunicazioni alle Camere, mercoledì. Per evitare spaccature sul Mes, la maggioranza dovrebbe presentare una risoluzione unitaria in cui esprimerà il proprio sostegno al premier nella trattativa per ottenere il Recovery ma non vi dovrebbe essere alcun riferimento al fondo salva Stati.

Riferimenti al Mes invece potrebbero esserci nelle risoluzioni che presenteranno Lega e Fratelli d’Italia (contrari) e Più Europa (a favore). Anche le opposizioni sono divise, con Forza Italia fin dall’inizio favorevole al ricorso al Mes. Sempre mercoledì, il premier dovrebbe salire al Colle per il consueto pranzo prima del consiglio europeo.

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