Tra un consiglio di amministrazione della società in mattinata e un consiglio dei ministri in tarda serata, si consuma la giornata più ardente per il futuro della concessione della rete autostradale ad Aspi. Questo è quello che ha riportato l’Agi.
Le posizioni del governo a questo proposito?
Il Pd sostiene che deve essere Il presidente Conte ad indicare le linee da seguire. E fonti parlamentari affermano: “Noi non freniamo, né ostacoliamo. Chi vuole assumersi le responsabilità lo faccia”. I ministri renziano contro la revoca, l’Italia viva è sulle barricate.
La questione della rete autostradale ad Aspi si fa sempre più ardente. Per Rosato Conte “sta cedendo al populismo”. “Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni”, queste le parole di Renzi che attacca: “Sapete perché non hanno mai scritto il documento di revoca? Perché ci sono scritti sopra i miliardi che devono dare a Benetton. Questo giochino rischia di costare ai nostri figli 20/30 miliardi”.
La posizione del presidente del Consiglio resta ferma e dura, in ogni caso intende chiudere al più presto il dossier: fuori i Benetton o c’è la revoca. Fonti parlamentari dem hanno sottolineato che Renzi e il Pd puntano sull’ingresso del cdp. Sono convinti che l’azionato abbia bisogno di novità per ammorbidire la posizione del Movimento 5 stelle. Pare che la strada della “nazionalizzazione” viene invocata da più parti.
Il costo della revoca ad Aspi
Chiamando in causa il partito del Nazareno, Renzi osserva: “Sono fiducioso che anche nel Pd questa posizione di buon senso avrà seguito. Tuttavia come già detto, Conte e il Movimento 5 stelle insistono su tenere fuori i Benetton dalla partita. Pare che per gli analisti con la prospettiva della revoca Aspi, si rischia un default da 19 miliardi. “Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l’unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l’intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili”, taglia corto il premier lv.
Le parole del segretario dem Zingaretti a proposito sono: “Premettendo che la lettera di Aspi è deludente, non parla di revoca della concessione. Sottolinea l’esigenza di un profondo cambio di indirizzo dell’Azienda basato su impegni rigorosi in materia di tariffe, sicurezza e investimenti, e su un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria che assicuri l’avvio di questa nuova fase”.
Punti di vista a parte, il dossier Autostrade è sempre più caldo. Pare che i margini per trattare sulla quota dei Benetton sono ormai applicati. Tanto che, la concessionaria autostradale del gruppo Atlantia replica “la proposta formulata da Autostrade per l’Italia è l’esito di un confronto di un anno e recepisce le richieste dei rappresentanti dell’esecutivo”.
E l’Aspi come risponde?
L’azienda è ormai convinta che la partita sia tutta politica, a questo proposito l’auspicio: vengano assunte sulla base di “aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico”.
“Autostrade gioca a carte scoperte pubblicando l’offerta inviata all’esecutivo. “Se si decidesse sulla revoca ci sarebbero pronte altre soluzioni”, mette in chiaro il premier da Berlino. E sulle eventuali dispute conseguenziali alla revoca il presidente del Consiglio è netto: “In una logica corretta di rapporti in equilibrio tra concedente pubblico e concessionario privato se c’è stato un problema di cattiva manutenzione, di inadempimenti, la responsabilità va sul management, soggetto ad azioni di responsabilità, no sulla cittadinanza che deve subire il ricatto di eventuali incertezze che avrebbero decisioni pubbliche sul concessionario privato”. Ed ancora: no ad un dispendio di risorse pubbliche “agevolando gli interessi privati” e “se ci sono ponti e questi ponti crollano, dobbiamo saper sanzionare chi e’ responsabile di questo crollo”. Si prospetta un braccio di ferro vero e proprio con il Movimento 5 stelle che spinge, forte della presa di posizione del premier, in un’unica direzione.”
Al momento l’unico dato è che il fronte rosso-giallo rischia di dividersi. Per questo motivo il governatore della Regione Lazio chiede “una posizione unitaria” e “la soluzione migliore nell’interesse del Paese e dei cittadini”. Il Pd dunque non alza i toni, anche se da Morassut ad Astorre c’è la richiesta di una soluzione che passi dal governo e non venga portata avanti sulla base di pregiudizi.
Cinesi e dei tedeschi preoccupati
A questo proposito i fondi tedeschi che hanno investito in Aspi sono preoccupati e cion loro anche il Silk road fund, il fondo governativo cinese. Il Silk detiene una quota del capitale della rete autostradale per l’Italia, a questo proposito ha convocato l’ambasciatore italiano a Pechino, Luca Ferrari, per chiedere spiegazioni in merito alle decisioni del governo italiano.
