Lexus Design Award, il concorso che permette ai nuovi designer di collaborare con un impareggiabile parterre di mentori, annuncerà il vincitore del suo Grand Prix a settembre

L’architetto giapponese Shohei Shigematsu crede che il design abbia il potere di farci stare meglio. “Un buon design rende felici le persone”, afferma con semplicità.
Come partner dello studio globale OMA e direttore dell’ufficio di New York da oltre un decennio, lo sa bene. Il suo lavoro è definito da un’attitudine e ambizione rigorosa, come dimostrano il reshaping del quartier generale di Sotheby a New York, la progettazione dell’espansione del The New Museum of Contemporary Art nell’area di Bowery, la creazione del Faena Forum, un centro artistico multidisciplinare che definisce “un gioiello culturale nel cuore di Miami Beach”. Sono spazi pubblici che potenziano l’esperienza, perché creano nuovi contesti per fare arte e modellano le nuove attitudini con cui le persone interagiscono con l’oggetto culturale.
Per il secondo anno consecutivo, Shigematsu è mentore degli annuali Lexus Design Awards. Spinta dal desiderio di sostenere i talenti nascenti su una piattaforma globale, la competizione è stata pioneristica per l’idea di sfruttare il design per creare un futuro migliore.
Negli ultimi sette anni, attingendo dal talento di una gamma eclettica di discipline tra cui moda, interni, tecnologia e ingegneria, il concorso ha permesso ai nuovi designer di collaborare con un impareggiabile parterre di mentori, che quest’anno annovera Shohei Shigematsu, Philippe Malouin, Bethan Grey e Joe Doucet. Insieme, collaborano alla creazione di un prototipo pronto per la messa in produzione di una soluzione convincente, in vista dell’annuncio del vincitore nel Grand Prix in programma il 1 settembre.
Diversità – e innovazione – sono da sempre i biglietti da visita di questa competizione. Lo scorso anno, i partecipanti provenivano da 65 paesi e l’ampio spettro dei sei finalisti di quest’anno non fa eccezione. Venendo dalla Russia come dalla Cina, dal Kenya o dal Pakistan, ogni partecipante ricerca soluzioni progettuali per problemi importanti e di vasta portata.

Il designer industriale Yaokun Wu, che studia al Pratt Institute di New York, ha ideato Flash Pak, un giubbotto di salvataggio facile da usare con un sistema di navigazione tattile che guida gli studenti in sicurezza durante le inondazioni improvvise. Nel tentativo di far fronte a una carenza di alloggi a prezzi accessibili, BellTower, con sede in Kenya, ha messo a punto Open Source Communities, creando modelli di progettazione accessibili a tutti per case intelligenti ed efficienti dal punto di vista energetico. Con tutto incluso, dagli impianti idronici alle serre acquaponiche, si tratta di soluzioni al contempo funzionali e assolutamente sostenibili. Poi c’è Biocraft, l’intuizione dei designer di Los Angeles Paul e Garrett Sutherlin Santo, un sistema di filtraggio dell’aria personalizzabile, stampato in 3D, che può essere autoinstallato a casa. Creata con un materiale biopolimero compostabile che cattura l’anidride carbonica dall’aria, questa ingegnosa fusione di tecnologia e natura previene la crescita dell’inquinamento dovuto all’aumento della popolazione urbana, dando una nuova accezione al termine “muro vivente”.
Per Shigematsu, il programma di mentoring del Lexus Design Award somiglia più a una scuola di design che a un concorso. Nel suo ruolo di mentore, osserva attentamente l’evoluzione dei concorrenti nel corso della competizione- e non smette mai di essere impressionato dalla qualità delle idee dei finalisti e dal loro miglioramento. “Si occupano di temi davvero urgenti e di obiettivi comuni”, dice di alcuni dei concorrenti di spicco di quest’anno. “Il design è uno strumento per visualizzare e contestualizzare i cambiamenti che osserviamo nella società”.
Guarda Shohei Shigematsu a Intersect By Lexus – Nyc, lo spazio culturale sponsorizzato da Lexus, condividi le sue opinioni sulla mentorship e il valore dei Lexus Design Awards, qui.
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