Sconcerti: “Se Zaniolo non era pronto Ceferin non c’entra. Inter, manca un’attaccante”

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Sconcerti: se Zaniolo non era pronto toccava a Mancini o ai medici della Roma, magari a Fonseca, capirlo. Che c’entra Ceferin? Lui organizza il teatro, se poi arriva il terremoto non si può accusarlo di averlo aperto un anno e mezzo fa

Mario Sconcerti ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo in diretta nel corso di Stadio Aperto,  trasmissione condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Iniziando dall’infortunio a Zaniolo e le accuse all’UEFA.

Queste le parole del Direttore:

“Ma perché? La Nations League serve solo ad evitare che le Nazionali non facessero le solite amichevoli, che fosse dato un senso a queste. Mi dispiace veramente tanto per Zaniolo, ma se non era pronto toccava a Mancini o ai medici della Roma, magari a Fonseca, capirlo. Che c’entra Ceferin? Lui organizza il teatro, se poi arriva il terremoto non si può accusarlo di averlo aperto un anno e mezzo fa. Si tratta di rabbia verso qualcuno con cui doversela prendere, ma Ceferin non c’entra nulla”.

Agli Europei, comunque, dovrebbe arrivarci. “Questa è una brutta, vecchia abitudine del calcio. Non si pensa allo stato d’animo di un ragazzo che è in ospedale, ma solo a quando tornerà. Oggi chi ha un crociato rifatto ha comunque un ginocchio migliore rispetto a un giocatore normale: si tratta di un irrobustimento dell’arto”.

L’Italia però ha dato segnali buoni. “Dopo la prima partita giocata male, proprio perché le fasi di questa strana stagione fanno giocare assieme calciatori con preparazioni diverse o nessuna, ma anche per via di una formazione sbagliata. Senza contare la Bosnia che giocava tutta dietro la linea del pallone, dieci slavi atletici di 1.90 ti danno fastidio. L’Olanda invece gioca come noi, la vera partita era la seconda. Stiamo continuando a far vedere che si può ricominciare a mettere la testa fuori. Non voglio fare pronostici per gli Europei perché sarebbe sciocco, ma abbiamo una buona Nazionale”.

I tre attaccanti dell’Inter, non contando Esposito, sono troppo pochi? “Manca un attaccante. Se giochi con due punte in campo, ne devi avere quattro in rosa. Vero che c’è Sanchez, e non è un atleta indistruttibile, ma serve un quarto: o te lo trovi nella rosa, e non mi sembra ci sia, oppure devi prenderlo. Faccio un nome tipo Eder: qualcuno che accetti quel ruolo”.

Non Giroud? “Non faccio mercato e non so dire se sia spostabile o meno. Giroud è molto diverso da Lukaku, gioca molto più per gli altri, ma andrebbe bene”.

Che colpo è Bonaventura per la Fiorentina? “In questa Fiorentina rischia di essere il migliore… Non so se farà la differenza, anche perché non dobbiamo scoprirlo: ha 31 anni ed è sempre stato un ottimo giocatore. Molto duttile, può fare qualunque ruolo da centrocampo in su tranne il centravanti, è giocatore di classe e tecnica reduce anche lui da infortuni gravi. Per la Fiorentina è un giocatore molto, molto utile”.

Che acquisti ci sono da attendersi per i viola? Che squadra costruiranno? “Dall’ottavo all’undicesimo posto. Anche se è un campionato nuovo, mi sembra ci siano almeno sette squadre più forti della Fiorentina, più un paio di altre, come Bologna e Torino, con cui siamo più o meno lì. L’unica cosa in cui confido è che la Fiorentina stia aggiungendo giocatori, non rivoluzionando. L’anno scorso con metà vecchi e metà ragazzini venne fuori un casino…

La metto lì come elemento di discussione: se la Fiorentina si interessasse a un signore di 23 anni che ha segnato undici gol, in Nazionale, e che ha potenzialità enormi? E parlo di Chiesa. Mettiamo che sia nel Bologna o nel Sassuolo: non è lontanissimo da Boga come tipo di gioco, per esempio. In questo momento stiamo sperando di vendere Chiesa per arrivare a Piatek, ma non si pensa che sia un grande giocatore, e non so se valga meno di Piatek.

Di centravanti ce ne sono tre, mentre di registi non ce n’è neanche uno. Mi piacerebbe un centrocampista di classe: tra De Paul e Piatek mi tengo Chiesa e prendo l’argentino. Lui è uno di quei giocatori sicuri, di quelli che ti fanno sempre tenere in mano il gioco più dei centravanti giovani che ti possono crescere. Un centrocampo con Amrabat, De Paul e Castrovilli comincia ad essere tanta roba… Contando anche Bonaventura, che potrebbe coprire pure la fascia, volendo”.

Che dire di Barella? “Uno che starà lì dieci anni. Pur senza essere Tardelli, sono d’accordo nel lodarlo”. Conclude Sconcerti.

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About Vincenzo Vitiello

Giornalista --- Direttore Editoriale

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