L’ipotesi di un cashback di Stato è allo studio, per consentire di recuperare il 10% dei volumi versati con pagamenti tracciabili fino a 3mila euro

pagamenti digitali (Getty Images)
pagamenti digitali (Getty Images)

Il governo italiano vuole accelerare il suo “piano cashless” per incentivare l’uso dei pagamenti digitali e tracciati, anche in ottica di contrasto all’evasione fiscale. Nelle intenzioni dell’esecutivo e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha incontrato i rappresentanti dei principali gruppi bancari, di Poste e delle società finanziarie che gestiscono le commissioni e i pagamenti cashless, un ulteriore avanzamento del programma di lotta al contante dovrebbe scattare già dal primo dicembre 2020.

Tra le principali ipotesi avanzate per l’incentivo all’uso dei pagamenti elettronici ci sarebbe quella di un cashback di Stato. In sostanza, per spese complessive superiori a 3mila euro effettuate con carte di credito, bancomat o altri strumenti elettronici nell’arco di un anno potrebbe scattare per il consumatore un credito del 10% dell’importo totale e fino a 300 euro l’anno, come riporta Il Corriere della Sera. Inoltre, per incentivare anche il pagamento di microtransazioni il governo pensa di stabilire una soglia minima di operazioni da effettuare con modalità cashless.

Un altro punto importante riguarda l’integrazione tecnologica dei servizi, perché al fine di mettere in relazione i dati del sistema dei pagamenti con quelli delle amministrazioni dello stato si prevede che le operazioni di pagamento digitale siano rendicontate attraverso la piattaforma per i servizi di pagamento della pubblica amministrazione, PagoPa, a cui è stata affiancata anche l’app Io, così come attraverso le piattaforme bancarie. Tutte le informazioni relative ai pagamenti effettuati saranno inoltre trasmesse all’Agenzia delle entrate, e a questo fine servirà l’assenso del Garante della privacy e della Corte dei conti.

Tra le altre misure previste già dalla legge di bilancio 2020 per la lotta all’evasione e all’uso del contante nel nostro paese, dove ancora oltre il 78% delle operazioni avviene in contanti, dal primo luglio 2020 sono stati attivati il credito d’imposta del 30% delle commissioni addebitate per i commercianti e i professionisti che accettano pagamenti digitali e il nuovo tetto all’uso dei contanti a 2mila euro (dal 2022 scenderà a 1.000).

Altre misure riguardano invece gli accordi del Governo con le società Bancomat, Visa e Mastercard per l’aumento della soglia di spesa per le transazioni contactless a 50 euro dal primo gennaio 2021 e la cosiddetta lotteria degli scontrini per chi utilizza pagamenti elettronici, che dopo i rinvii potrebbe ora partire nel 2021.

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