Arriva anche in Italia il Tinder di Facebook: come funziona Dating

Dalle passioni segrete al profilo privato, ecco come muoversi nel nuovo servizio di incontri galanti del social network. Tutte le novità

Tempo addietro, in una mail riservata, Mark Zuckerberg osservava che “ci sono degli effetti di rete attorno ai social intesi come prodotto, e ci sono un numero finito di “meccaniche sociali” da inventare. Una volta che qualcuno vince in una meccanica specifica, è difficile per gli altri soppiantarlo senza fare qualcosa di diverso”. Nella mail, pubblicata ad agosto, c’è il razionale della decisione di Zuckerberg di comprare tutto il pacchetto di Instagram, il social delle foto da condividere e a cui mettere il cuoricino. La stessa logica si applica probabilmente anche per l’acquisizione della app per i messaggi da smartphone, cioè Whatsapp. Invece, per gli appuntamenti galanti, Facebook ha deciso di fare da solo.

Arriva Facebook Dating

Dopo anni di concorrenza da parte di app come Tinder e Grindr, con la meccanica dello “swipe” per scegliere il match e un orientamento molto “pragmatico” per quanto riguarda gli obiettivi degli incontri, Zuckerberg ha deciso di giocare la carta del prodotto organico, fatto in casa: Facebook Dating. Anche perché la concorrenza da parte dei social degli appuntamenti è forte.

Arriviamo a Facebook Dating, che è stato annunciato alla conferenza degli sviluppatori F8 a maggio del 2018 e che è stato lanciato in Colombia a settembre dello stesso anno, per poi arrivare a coprire venti Paesi, inclusi gli Stati Uniti (per la precisione Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Laos, Malaysia, Messico, Paraguay, Perù, Filippine, Singapore, Suriname, Thailandia, Usa, Uruguay e Vietnam). Adesso è la volta di una nuova infornata di Paesi, tra i quali l‘Italia e sostanzialmente tutta l’Europa, dal Portogallo alla Lituania fino alla Grecia e Malta. Visto che arriva anche da noi, vale la pena di ripassare i fondamentali di Facebook Dating, che potenzialmente tocca tutta la parte degli utenti italiani che hanno un profilo Facebook e più di 18 anni.

Come funziona

Innanzitutto non c’è una app separata da scaricare. Invece, si tratta di una sezione riservata della app che si attiva con un opt-in (“Impossibile attivarla per errore“, spiegano da Facebook durante un incontro con la stampa su Zoom). Non si può cambiare il proprio nome né l’età, anche se tutte le altre opzioni (inclusa la scelta del gender e delle preferenze di match) sono sotto il controllo del singolo utente. Inoltre, solo durante l’opt-in Facebook utilizza la posizione dell’utente, che poi è opzionale.

Il profilo resta riservato e non mostra nessuno dei propri amici né loro vedono noi, neanche se sono entrati dentro Dating. L’unica eccezione sono le nove “scelte” delle “Passioni segrete” (una parte di Dating). Ogni iscritto può scegliere fino a nove dei proprio contatti per cui ha avuto una cotta segreta. Se anche loro sono su Dating e lo inseriscono in una delle “Passioni segrete”, c’è il match, altrimenti nessuno saprà mai niente.

Le persone – dicono i portavoce di Facebook – scelgono per motivi diversi di aprire un profilo Facebook, tra cui anche incontrare altre persone per cominciare una relazione personale. Questa app è una opportunità per creare conversazioni con un senso e non fare solo “swipe”. Nei primi due anni ci sono stati 1,5 miliardi di match. Il tutto con un servizio protetto, riservato e totalmente gratuito, senza pubblicità o costi nascosti”.

La meccanica del social

Dating secondo Facebook è ideale durante le quarantene e i lockdown perché è molto orientato alla parte relazionale a distanza: si può chattare con i match (senza scambio di link, video, foto o denaro, cioè senza rischio sexting) e si possono fare delle chat riservate in video, ma solo se ci si conosce da un po’ e lo si vuole. Invece, ci sono molte “attività di comunità”: gruppi e interessi. Questo permette di farsi conoscere meglio, secondo Facebook, e quindi incontrare più persone. “Chi è più attivo nella comunità incontra più persone”, sottolineano i portavoce.

Un ruolo importante è la condivisione delle storie (possono essere anche quelle di Facebook e Instagram) e poi la “nuvola” di tag che Facebook raccoglie sugli utenti e che creano un profilo piuttosto approfondito delle loro preferenze e gusti. Su questo si basa il motore di raccomandazione di Facebook. La politica ha un peso in questo? Facebook non risponde, ma vista la finalità di Dating sembra improbabile che il match venga proposto perché si fa parte di un gruppo extraparlamentare di destra o di sinistra. È più probabile invece che avvenga perché piace lo stesso gusto di gelato o la stessa musica.

Il modello di business di Facebook Dating è indiretto: non c’è un guadagno diretto, Facebook dice di non monetizzare niente. “I dati, i servizi e le comunità erano già tutte qui”, spiegano. La percezione però è che Facebook voglia evitare emorragie: che ci siano altri social che utilizzano in maniera parassitaria i dati che Facebook aggrega su tutti i suoi utenti per trarne invece un profitto (per di più senza pagare).

I rischi di Facebook Dating

La grande perplessità invece è quella della sicurezza. Visto che crea un lato “segreto” della vita social di un utente, o quantomeno riservato, il rischio di vedere tutto esposto è fort ema Facebook garantisce che ha preso tutte le contromisure possibili e che il meccanismo è a prova di bomba. Più o meno. Si fa Like o Pass a seconda dei propri gusti con l’assicurazione da parte di Facebook che tutte le variabili e i filtri configurati sono riservati e così anche la presenza stessa su Facebook Dating.

Infine, cosa succede se uno vuole uscire? Due opzioni: ci si prende una pausa, magari perché si è trovata l’anima gemella ma non si cancella il profilo. Questo rimane sui server e viene ancora suggerito a terze persone. Invece, se si decide che “questa volta è per sempre” (anche se, in una storica vignetta dei Peanuts, Snoopy scrive che “sempre è un concetto relativo“), Facebook cancella tutte le informazioni del profilo Dating ed è come non fosse successo mai niente. Più o meno.

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