
(ANSA) – CAGLIARI, 13 NOV – È stato sentito ieri sera per
un’ora dagli investigatori della Polizia, Stefano Vella, uno dei
componenti del Comitato tecnico scientifico della Regione
Sardegna che oggi, in una intervista a Repubblica, ha chiarito
che la sua mail inviata l’11 agosto non è da intendersi come un
parere positivo del Cts all’apertura delle discoteche ma,
parlando “solo a titolo personale”, si trattava di indicazioni
per “ridurre il danno di una scelta politica che era già stata
presa”.
L’esperto lo avrebbe ribadito anche agli investigatori della
Procura di Cagliari, che indagano contro ignoti per epidemia
colposa dopo il servizio trasmesso da Report. Da ambienti
giudiziari cagliaritani, si apprende che l’email di Vella viene
comunque ritenuta un parere favorevole del Cts, visto che gli
era stata sottoposta la bozza dell’ordinanza sulle sale da
ballo, poi firmata dal governatore Solinas. Oggi sarà sentito
anche il collega di Vella, Giovanni Sotgiu, che a detta dello
stesso Vella, “non era riuscito neanche a leggere la bozza
dell’ordinanza. Però alcune delle indicazioni inserite per
ridurre il danno erano tratte da sue precedenti osservazioni”.
Alcuni componenti del Cts saranno ascoltati anche dai pm di
Tempio che stanno verificando se realmente l’apertura delle
discoteche in Costa smeralda abbia inciso nell’impennata di
contagi da Covid. (ANSA).
