Round da 93 milioni di euro per la startup italiana dei pagamenti digitali. Entrano nell’azionariato Square, Tencent e Tim. Dal 2021 arriva in Francia

I fondatori di Satispay: da sinistra, Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta (foto Satispay)
I fondatori di Satispay: da sinistra, Dario Brignone, Alberto Dalmasso e Samuele Pinta (foto Satispay)

Un round di investimenti che porta in dote 93 milioni di euro. E nuovi azionisti a bordo, tra cui Square inc, fintech statunitense fondata dal patron di Twitter, Jack Dorsey, e Tencent, la multinazionale cinese del web che controlla la super-app Wechat, uno dei principali canali per pagare via smartphone del Dragone. Satispay, la principale startup di pagamenti digitali in Italia, chiude così l’anno con risorse fresche e un nuovo assetto azionario per far decollare i piani di espansione internazionale. Una campagna iniziata nel primo semestre del 2020, come raccontato da Wired, con le prime commesse all’estero, in Lussemburgo e Germania.

La manovra, a cui si lavorava dallo scorso anno, modifica l’assetto in Satispay, fondata sette anni fa a Cuneo da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta. Entrano nell’azionariato, oltre a Square inc e Tencent (ciascuno dei quali con 15 milioni di euro), anche Tim Ventures, il veicolo per investimenti della compagnia di telecomunicazioni, e Lgt Lightstone, braccio operativo di uno dei più importanti gruppi di private banking e asset management mondiali, Lgt capital partners, rispettivamente con 20 milioni a testa. I fondatori restano i soci di riferimento, mentre i nuovi ingressi si collocano sotto il 10%.

La valutazione complessiva dell’azienda post investimento passa a 248 milioni di euro. Dalla sua fondazione Satispay ha raccolto via aumenti di capitale 110 milioni. Al momento, spiega l’amministratore delegato Dalmasso, “Satispay non produce ancora utili ma è concentrata sull’acquisizione di una base clienti, che si ripagano in media in un anno e mezzo”.

Inoltre, con questa mossa, approdano in Italia tre operatori, Square, Tencent e Lgt Lightstone, che prima non avevano investito prima nel Belpaese. Tim, che ha rilevato parte della quota di uno dei primi investitori di Satispay, Iccrea Banca, rappresenta “un investitore strategico italiano sul nostro mercato di riferimento con il quale fare sinergie”, osserva l’ad. Lgt Lighstone è, spiega Dalmasso, “un investitore finanziario strategico con cui fare questo primo passo per crescere in futuro”. Mentre, chiosa, l’ingresso di Tencent e Square “dimostra che i leader dei due più grandi mercati fintech al mondo vedono valore nella nostra startup per consolidare questo settore in Europa”.

Satispay distributori automatici

Cosa fa Satispay

Nata come borsellino virtuale per pagare via smartphone anche in quelle piccole attività commerciali che, a causa delle commissioni bancarie per carte di credito e pos, erano recalcitranti ad adottare sistemi digitali, Satispay nel tempo si è evoluta, aggiungendo strumenti di risparmio, transazioni verso la pubblica amministrazione, donazioni e, durante il primo lockdown, ordini via smartphone per snellire le code nei negozi.

La startup ha raggiunto 1,3 milioni di utenti attivi in Italia e 130mila esercenti. Nei primi dieci mesi del 2020 ha transato circa 21,5 milioni pagamenti per un valore complessivo di 400 milioni di euro, in crescita del 78% rispetto allo stesso periodo del 2019, tra scontrini della spesa, ricariche telefoniche, bollo auto e versamenti agli uffici pubblici. Satispay arruola ormai cento dipendenti (ma punta con queste risorse ad arrivare a 300 in due anni) e, tra i clienti in Italia, aziende del peso di Esselunga, Benetton, Total Erg, Arcaplanet, Coop, Pam, Yamamay, Brico, Grom e Old Wild West. La app è arrivata sul mercato nel 2015, dopo un investimento di poco più di 5 milioni guidato da Iccrea banca.

Satispay è accettato anche all'Esselunga
Satispay è accettato anche all’Esselunga

I nuovi obiettivi

L’investimento è suddiviso in 68 milioni di euro in aumento di capitale (oltre le aspettative di un primo obiettivo fissato a 50 milioni) e 25 milioni sotto forma di secondario, con l’acquisto di azioni da parte di alcuni soci. Numeri che moltiplicano le risorse di Satispay, che prima dell’ultimo round aveva in cassa 42 milioni di capitale.

Due le linee di crescita. Da un lato c’è l’internazionalizzazione. Da tempo Satispay punta a crescere all’estero. Ad aprile ha stretto un accordo con Auchan per applicare i suoi sistemi di pagamenti ai punti vendita della catena in Lussemburgo, dove ha trasferito dal Regno Unito a causa della Brexit la controllata Satispay Europa Sa, che ha la licenza di istituto di pagamento nel vecchio continente. Ora ha duecento esercenti nel centro della città di Lussemburgo e sta raddoppiando il team commerciale. In Germania si contano già 150 negozianti a Berlino. Prossimo obiettivo è la Francia, dove Satispay conta di approdare dal terzo trimestre del 2021.

Il secondo binario è il prodotto. Dalmasso spiega che Tencent e Square porteranno in dote “manuali di crescita e meccanismi di marketing”, mentre la tecnologia resta made in Italy. Più l’opzione di lavorare a una interoperabilità. “Stiamo iniziando a ragionare a un’idea di interoperabilità tra i sistemi di mobile payment per offrire valore ai clienti quando viaggiano”, dice l’ad. La startup sta anche studiando, aggiunge Dalmasso, “a strumenti di credito e prodotti finanziari per sostenere la comunità dei nostri esercenti, sinergie, servizi per startup terze dal punto di vista tech e portafogli welfare per le aziende verso i propri dipendenti”.

Un pagamento con telefonino via Satispay
Un pagamento con telefonino via Satispay

La situazione in Italia

Nel complesso in Italia i pagamenti in modalità contactless stanno crescendo. Nel primo semestre del 2020, complice anche la fase di confinamento, l’osservatorio del Politecnico di Milano sui pagamenti digitali ha registrato 760 milioni di transazioni contactless (+17% rispetto al primo semestre del 2019) per un totale di 31,4 miliardi di euro (+15%). Per la fine dell’anno si stima che muoveranno un giro d’affari tra i 74 e gli 80 miliardi di euro (rispetto ai 63 dello scorso anno), con una penetrazione del 37% sul totale delle transazioni con carta (ancora più elevata se si guardano alle sole transazioni in negozio).

E proprio i pagamenti via smartphone hanno ricevuto l’accelerazione maggiore. Per gli esperti del Politecnico si tratta di un fenomeno relativamente giovane e con ampie potenzialità di crescita, che gli italiani stanno adottando sempre di più.

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