Diretta Facebook sulla pagina della UIL scuola Bologna Emilia Romagna: dibattito alla presenza dell’On. Paola Frassinetti (Fratelli d’Italia) sulla situazione scolastica in Italia
di Maura Montuori
Dario Catapano modera il dibattito in diretta Facebook sulla pagina UIL Scuola Bologna ed Emilia Romagna intervista, tra gli altri ospiti, l’On. Paola Frassinetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente della VII Commissione cultura alla Camera dei Deputati. Sono presenti anche l’On. Rossano Sasso, VII Commissione cultura alla Camera, e Pino Turi, Segretario Generale UIL Scuola RUA. L’argomento è la scuola pubblica come organo costituzionale della democrazia. Il diritto alla salute di cui tanto si parla e il diritto all’istruzione sono sicuramente principi cardine della nostra carta costituzionale in questo particolare momento è sicuramente difficile prendere delle decisioni, soprattutto riguardo l’apertura, la chiusura o il funzionamento delle scuole.
Perché il Ministero continua a non volere il confronto con la parte sindacale? Perché continua, come ha fatto con il contratto integrativo della didattica digitale integrata, a chiedere semplici adesioni alle proposte e non confronti su quelli che sono i contenuti?
“Innanzitutto grazie per questa opportunità. Secondo me c’è proprio un difetto di fondo. Questo Ministro si è isolato da subito, non ha mai voluto il confronto come non l’ha voluto con le parti sindacali non l’ha voluto con l’opposizione non ascoltando i consigli che venivano chiesti dagli insegnanti e dall’associazione dei presidi. E quindi penso che ci sia intanto, un problema di fondo, che ha causato tutto questo.
Ovviamente una politica basata sulla tardività degli interventi e sulla confusione non ha fatto altro che acuire questa mancata interlocuzione col mondo sindacale. E’ chiaro che qui ci si dibatte tra diritto alla salute e diritto all’istruzione ed allo studio. Bisogna guardare anche a quello che succede in Europa dove comunque le scuole in quasi tutte le nazioni sono state aperte. Anche nella Francia del lockdown. E questo sicuramente ci deve far riflettere.
Noi, come Fratelli d’Italia, abbiamo sempre chiesto, anche all’inizio della seconda fase del primo lockdown la riapertura delle scuole. Adesso c’è una grande confusione. Il Governo non si prende le sue responsabilità e a soffrirne, visto che il titolo di questo incontro è “Scuola e Costituzione”, quello dell’apprendimento è un diritto tutelato e che è sicuramente stato leso e sicuramente metterà in difficoltà questa generazione che avrà dei vuoti molto importanti e molto gravi che si trascineranno dietro in tutto il percorso scolastico. Rischiamo davvero, innanzitutto, di accentuare la dispersione e l’abbandono scolastico. Si rischia di acuire anche le differenze sociali che è ovviamente un’altra lesione al diritto costituzionale perché bisognerebbe avere un dato di partenza uguale.
Poi il merito dovrebbe fare la differenza, ma qui anche con questa didattica a distanza che non fa che mettere in difficoltà, chi non ha gli strumenti adeguati alle videolezioni, viene leso questo diritto. Quindi a maggior ragione in un momento in cui ci sono queste anomalie funzionali, il rapporto con il sindacato dovrebbe essere più stretto e non quasi inesistente”.
Sempre più insegnanti nominate per il sostegno ma senza titolo. Ormai è chiaro che mediamente in ogni classe ci sia un alunno certificato. Come mai non si riesce a dare stabilità a questa figura dell’insegnante di sostegno. E’ giusto che alunni in difficoltà siano ulteriormente costretti a vedere ruotare ogni anno queste figure che nella maggior parte dei casi rappresentano anche un punto di riferimento importantissimo per loro?
“Questo è un problema che tutta l’opposizione ha sottolineato e messo sul tavolo al Ministro attraverso emendamenti ed altri atti. Ma evidentemente questa problematica della stabilizzazione, che già è grave per gli insegnanti di sostegno, diventa ancora più grande anche alla luce delle problematiche fisiche dei ragazzi. Abbiamo effettive difficoltà di portare fisicamente i ragazzi nelle classi. Io sono stata contattata da tantissimi genitori che hanno dei grandi problemi di disabilità sulla quale si apre una partita veramente difficile che il Ministro non sa gestire perché è un’incompetente.
Più che fascista la definirei come un Ministro che è li ma non sa che cosa fare. E’ inadeguata. Forse è la definizione più adatta. Noi abbiamo presentato tanti emendamenti sul punto, ma questi emendamenti non vengono mai discussi. Non vengono mai portati all’attenzione dell’aula perché abbiamo sempre quasi la posizione del voto di fiducia e quindi una barriera che non ci da la possibilità di farli passare. Gli ordini del giorno sappiamo che sono delle indicazioni e degli intenti, degli indirizzi e spesso vengono anche quelli rigettati, ma non hanno la forza cogente degli emendamenti.”
Parlando di scuola e Costituzione, non si può non parlare anche di educazione civica. Nella confusione generale dell’emergenza Covid, però, sembra essere passata un po’ sotto traccia sia l’educazione civica che la stessa formazione dei docenti che in tal senso è stata un po’ “fai da te”. Perché, in genere, nel nostro paese si trascurano queste materie rendendole quasi residuali affidandole a docenti che sono già oberati con le loro discipline. Si pensi, ad esempio, ad un docente della scuola primaria che oltre a trattare argomenti ordinari, deve fare anche educazione civica. Alla fine non sarebbe meglio assumere laureati in giurisprudenza con un percorso di preparazione specifico per insegnare una materia che può rivelarsi fondamentale nella crescita dei futuri cittadini?”
“Sull’educazione civica ci siamo impegnati tutti e io credo che ci sia veramente la necessità di mandare persone preparate perché questa è una materia delicata perché alterna a regole di costume esistenziali e morali, delle regole giuridiche. Quindi io penso sia la parte più difficile e sarebbe opportuno mandare persone laureate in giurisprudenza ad insegnare questa materia difficile soprattutto nelle scuole medie inferiori e superiori. E’ evidente che questa proposta di legge è stata condivisa e votata da tutti ma con la pandemia non abbiamo avuto un riscontro immediato di attivazione di questa materia che è rimasta un po’ nel limbo.
In linea generale, io sono d’accordo. Da avvocato so abbastanza bene quali possono essere le dinamiche. Ci sono tanti riferimenti al codice civile che devono essere spiegati. Si allarga sempre di più la pratica della truffa, e anche saper leggere un contratto nella vita quotidiana di una persona è un elemento di educazione civica importante. Quindi non è tanto il dato tecnico ovviamente ma un elemento per potersi muovere ed evitare i tranelli che sono all’ordine del giorno. Per quanto riguarda, inoltre, il vincolo dei 5 anni, Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento per i muoverlo perché è stato uno dei motivi dei vuoti di cattedra di inizio anno.
Oltre, ovviamente alle graduatorie provinciali che sono state un disastro a causa dell’inserimento di dati sbagliati che hanno rallentato e amplificato la problematica dei vuoti di cattedra che già erano un problema per la mancata stabilizzazione. Quindi sia i docenti che devono stare 5 anni lontano da casa, con un aggravio di costi anche con la lontananza da un punto di vista familiare molto dolorosa, noi speriamo che venga tolto questo vincolo e noi con un emendamento lo abbiamo chiesto. Adesso gli emendamenti vengono valutati dalla commissione bilancio quindi speriamo che venga eliminato il vincolo.”
Una riflessione “flash” sulla prossima legge di bilancio. Da quello che si legge sembra che ci siano tante novità per la scuola. Si parte dall’assunzione fino all’aumento stipendiale passando per la formazione. Lascio a lei una riflessione sulla nuova manovra di bilancio.
“In realtà il numero effettivo di insegnanti che verranno assunti è molto ridotto rispetto alla necessità. Quindi diciamo che è una finanziaria che al di la degli stanziamenti per l’edilizia scolastica, per quanto riguarda gli aumenti degli organici, ha fatto ben poco. Noi con gli emendamenti abbiamo recato di aggiungere anche risorse e cercando di intervenire su questi problemi e adesso speriamo che la commissione bilancio accolga almeno qualche emendamento.
Io ho visto tanti messaggi durante questo collegamento sul vincolo quinquennale, e ripeto che questo è l’impegno che Fratelli d’Italia cerca di portare avanti come anche il sostegno, agli assistenti alla comunicazione che riguarda i disabili come anche un’interrogazione parlamentare che abbiamo fatto sui collaboratori scolastici che durante il lockdown venivano licenziati. Cioè, sostanzialmente non percepivano lo stipendio. Dopo la nostra interrogazione è stato corretto il tiro. Questi sono tutti piccoli interventi ma ci vuole una riforma scolastica completa e noi ci impegniamo anche ad un confronto costruttivo.
Noi ci impegniamo anche nella battaglia per la stabilizzazione di chi ha anni di servizio. Quindi per chi ha acquisito competenze e titoli. L’abbiamo fatta dal primo minuto e la continueremo a fare. La presidente Meloni è convintissima di questo. Quindi sarà una nostra battaglia. Per quanto riguarda gli aumenti stipendiali, nella nuova finanziaria non ho visto tutti questi aumenti. Non si sono risolti tutti i problemi come andavano risolti. Ora con il Recovery Plan ci sono tutte queste risorse per l’istruzione e la formazione. Ci sono tantissime risorse che devono servire per una riforma strutturale che deve partire dai docenti. Perché la scuola ha come grande criticità una carenza dei docenti. Gli aumenti stipendiali sono importanti perché i docenti italiani sono i meno pagati d’Europa. Questo è uno scandalo ed una vergogna. Dobbiamo difendere anche la nostra cultura umanitaria senza copiare altri sistemi che sono carenti. Sarà un’altra battaglia importante.”
