FVG: in calo i contagi e i tamponi
Come riporta “La Gazzetta di Parma“: calano i nuovi contagi. Anche in percentuale rispetto ai tamponi effettuati. Oggi in Friuli Venezia Giulia vengono rilevati 359 (-343) nuovi contagi. (il 9,02 per cento dei 3.981 tamponi eseguiti, ieri era l’11,27% su 6.627 tamponi). Vengono inoltre registrati 16 (-4) decessi da Covid-19, in calo. A cui si aggiungono ulteriori 8 (+1) morti pregresse inserite oggi a sistema e afferenti al periodo che va dal 2 al 5 dicembre. Scendono a 58 (-1) i pazienti in cura in terapia intensiva mentre salgono 665 (+13) i ricoverati in altri reparti. I decessi complessivamente ammontano a 1.059. I guariti sono 19.428. I clinicamente guariti 470 e le persone in isolamento sono 14.146. Intanto viene pubblicato sul sito della Regione il documento aggiornato con le regole per il rientro dall’estero. Le novità riguardano soprattutto le disposizioni in vigore dal 10 dicembre e quelle nel periodo delle festività natalizie, dal 21 dicembre al 6 gennaio. Lo ha specificato il vicegovernatore Riccardi.
Fino al 9 dicembre l’ingresso dai Paesi esteri è consentito senza limitazioni per tutte le nazioni dell’area Schengen. Ad eccezione di quelle inserite nell’elenco C (Belgio, Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Romania) per i quali è necessario sottoporsi al tampone massimo 48 ore prima o entro 48 ore dall’ingresso in Italia. Dal 10 dicembre, l’entrata in Italia da tutti i Paesi dell’Ue/Schengen è consentita solo previa presentazione di tampone antigenico/molecolare. Eseguito precedentemente all’ingresso in Italia al massimo entro 48 ore prima dell’entrata. Dal 21 dicembre al 6 gennaio ogni ingresso in Italia per motivi non di necessità sarà seguito da 14 giorni di quarantena. Infine, anche in Friuli, dopo le esperienze fatte in varie parti d’Italia, vengono adottate soluzioni per garantire agli ospiti delle residenze sanitarie assistenziali il mantenimento di reti di rapporti sociali ed affettivi. Attraverso l’allestimento di spazi in cui ospiti e famigliari possano parlarsi e toccarsi grazie a dispositivi di sicurezza, note ‘stanze degli abbracci’.
