311 giorni dopo la scoperta all’ospedale di Codogno del ‘paziente uno’, il 38enne Mattia Maestri, oltre due milioni di contagiati e quasi 72mila morti, arriva finalmente il Vax Day: le prime 9.750 dosi del farmaco anti Covid sono in Italia per essere somministrate a operatori sanitari, personale e ospiti delle Rsa, le due categorie prioritarie individuate dal governo.

  Le fiale del vaccino sono arrivate all’ospedale Spallanzani di Roma dopo un viaggio iniziato alla Vigilia di Natale dalla fabbrica della Pfizer in Belgio ed ora sono conservate in celle frigorifere in grado di mantenere una temperatura di -75 gradi, come richiesto dalla casa farmaceutica. Una parte di esse è stata caricata in contenitori termici a bordo dei mezzi dell’Esercito e consegnata in tutti i punti di somministrazione entro i 300 chilometri da Roma mentre le dosi destinate alle regioni più distanti sono state trasferite nell’hub predisposto dalla Difesa all’aeroporto militare di Pratica di Mare e consegnate con 5 aerei nel resto d’Italia. A riceverne il maggior numero è la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia e anche questo è un altro simbolo di una giornata che sarà uguale per tutta l’Europa: ha avuto 1.620 dosi suddivise in 324 fiale. Subito dopo c’è l’Emilia Romagna, che ha ricevuto 975 dosi, il Lazio (955), il Piemonte (910) e il Veneto (875), la regione che invece è più in difficoltà in questa seconda fase.

    E c’è un altro simbolo nel giorno del vaccine Day ed è la decisione di molte regioni di scegliere come testimonial della campagna una donna; infermiere, operatrici sanitarie e dottoresse che da mesi sono in prima linea. Come Claudia Alivernini, infermiera 29enne che lavora proprio nel reparto malattie infettive dello Spallanzani e in questi mesi di emergenza ha fatto parte delle squadre Uscar che hanno assistito e curato a domicilio molti anziani. E’ la prima vaccinata del Lazio. “E’ un atto d’amore e di responsabilità nei confronti della collettività – ha detto nei giorni scorsi – con orgoglio rappresento tutti gli operati sanitari che come me sono stati in prima linea”.

In Lombardia il Vax Day ha il volto di due lavoratrici del Niguarda di Milano – l’operatrice socio-sanitaria Adele Gelfo e l’addetta alle pulizie Grazia Presta – e di un’infermiera del reparto di rianimazione dell’ospedale di Codogno, lo stesso dove fu individuato a febbraio il paziente uno. La somministrazione, ennesima scelta simbolica, avverrà nella stessa stanza dove l’anestesista Annalisa Malara, forzando il protocollo, chiese ed ottenne di sottoporre Mattia al tampone. A Genova tocca invece a Gloria Capriata, infermiera della Rianimazione del Policlinico San Martino. “Faccio il vaccino in tutta tranquillità e con orgoglio – dice – Vacciniamoci, è un gesto importante”.

E’ una donna anche il primo vaccinato a Napoli, il medico del pronto soccorso del Cardarelli Filomena Ricciardi, e in Puglia, dove a ricevere la prima dose al Policlinico di Bari è Lidia Dalfino, 52 anni figlia dell’ex sindaco Enrico Nicola Dalfino, rianimatrice e coordinatrice della terapia intensiva Covid. Ma il vaccino in questo primo giorno di somministrazione non è solo per gli ospedali: protagonisti sono anche gli operatori delle Rsa, come la ventina di infermieri e fisioterapisti della ‘Residenza Dorica’ di Ancona, tra i primi a riceverli nelle Marche.
   

Messi da parte i simboli, la campagna vaccinale vera e propria inizierà a partire da lunedì: secondo i piani di Arcuri e del governo dovrebbero arrivare tra le 420mila e le 450mila dosi a settimana del vaccino Pfizer, che verranno distribuiti direttamente dalla casa farmaceutica nei 294 punti di somministrazione individuati dalle regioni. Si andrà avanti così per almeno un mese con l’obiettivo di vaccinare tutto il personale sanitario (1,4 milioni di persone) e i 570mila tra personale e ospiti delle Rsa. All’inizio di gennaio, inoltre, dovrebbe arrivare il via libera per il vaccino di Moderna e poi a seguire per quelli delle altre case farmaceutiche, tanto che l’Italia ha previsto di avere nel primo trimestre del 2021 la disponibilità oltre 28 milioni di dosi: 8,7 di Pfizer, 1,3 di Moderna, 2 di Curevac e 16,1 di Astra Zeneca. Dosi che saranno sempre i militari a distribuire in tutta Italia, nei 1.500 punti di somministrazione realizzati anche nelle piazze d’Italia: dei gazebo a forma di primula, il primo fiore che rinasce dopo l’inverno, per convincere quanti più italiani possibile a vaccinarsi. 

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