Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di Wikipedia

L’enciclopedia più importante del web rappresenta un altro modo di concepire la rete rispetto al capitalismo della sorveglianza e le sue battaglie hanno valorizzato i diritti di tutti

Un esperimento semplice ma rivelatore per avere un’immagine chiara di cosa sia il web oggi e quali siano i suoi attori centrali oggi è guardare la lista dei siti più popolari al mondo, pubblicata periodicamente da Alexa. Tra le prime quindici posizioni appaiono quasi esclusivamente servizi di grandi conglomerati statunitensi e cinesi o loro controllate o piattaforme appartenenti alle loro galassie. Si tratta, in sostanza, di Google, Facebook, Baidu, Tencent, Amazon o Taobao.

Sono tutti siti in qualche modo riferibili ad aziende for-profit il cui predominio guida l’economia digitale e in modo sempre più crescente anche l’economia globale nel suo complesso. Unica mosca bianca è Wikipedia, l’enciclopedia libera che il 15 gennaio 2021 compie 20 anni, unico servizio online tra quelli più frequentati in tutto il mondo a non fare capo a non aderire al modello economico, basato sulla massiccia raccolta e monetizzazione dei dati, che Shoshana Zuboff ha definito come capitalismo della sorveglianza.

Un caso unico

Può certamente suonare banale far notare nel 2021 come quel modello sia diventato sostanzialmente egemone in tutto il web, come confermano gli stessi dati di Alexa, e proprio per questo la presenza di un servizio di libero accesso alla conoscenza gestito da una fondazione no-profit – la Wikimedia Foundation – è a suo modo particolarmente significativa. Wikipedia, infatti, è forse l’ultima rappresentante di un web diverso – almeno a questi livelli di popolarità – e, a suo modo, un simbolo che ha anche messo la sua influenza e il suo soft power al servizio di sostanzialmente tutte le maggiori battaglie per la libertà della rete nell’ultimo decennio.

Per capire il reale valore di Wikipedia in questo contesto bisogna rifarsi ad alcuni concetti che rimandano ai presupposti attorno ai quali il web fu inventato, costruito e messo a disposizione dell’umanità ormai trentadue anni fa, come l’universalità, il libero accesso e la libera circolazione dei contenuti. In questa ottica, Wikipedia rappresenta davvero un esperimento unico che, a due decenni dalla sua fondazione, continua a essere fortunatamente centrale nella vita online degli utenti e nelle dinamiche della rete.

Le battaglie per la rete libera

Wikipedia ha anche saputo trasformare questo suo capitale simbolico in azioni concrete, con un impegno attivo di advocacy nei confronti dei suoi principi fondativi che, nel web odierno dominato dalle grandi piattaforme, sembrano progressivamente essere accantonati. Copyright, sorveglianza e censura sono alcuni dei temi nei confronti dei quali Wikipedia ha preso posizione – o ha guidato le azioni di protesta – insieme ad altri grandi nomi della rete. Nel 2012, per esempio, Wikipedia si oscurò per 24 ore in segno di protesta contro due controverse proposte di legge statunitensi, Stop Online Piracy Act (Sopa) and Protect Ip Act (Pipa), molto stringenti in termini di copyright. Quella fu una delle maggiori azioni congiunte di protesta nella storia di Internet.

Più di recente, invece, Wikipedia ha preso posizione in modo netto contro la Direttiva europea sul copyright, e in particolare contro gli articoli 11 e 13 di quella proposta di legge che, a detta dell’enciclopedia, rappresentavano “una minaccia al nostro fondamentale diritto a condividere l’informazione liberamente”. Lo scorso luglio, invece, Wikipedia ha portato a compimento una delle sue maggiori battaglie legali, durata tre anni, contro il governo turco che aveva vietato l’accesso ai suoi contenuti giudicandola come una minaccia alla sicurezza nazionale. Sempre quest’anno, la Wikimedia Foundation si è anche spesa per mantenere il dominio .org a disposizione del settore non-profit.

Wikipedia, ovviamente, non è perfetta e negli anni si sono susseguite diverse controversie, specialmente in merito all’editing delle sue voci e alla cultura dei suoi editor più attivi, temi che hanno visto la community di Wikipedia accusata spesso di sessismo. Questi problemi che hanno spinto la Wikimedia Foundation a produrre un nuovo codice etico che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi. Wired Usa ha recentemente definito la questione della diversità nella comunità di Wikipedia come la maggiore sfida per il futuro dell’enciclopedia.

Al netto dei suoi difetti, però, internet non ha mai avuto più bisogno di un progetto come Wikipedia quanto oggi. Nel 2017, la Chief Executive Officer della Wikimedia Foundation Katherine Maher tenne un discorso alla conferenza berlinese re:publica per parlare di libera conoscenza e di come questo concetto fosse ancora fondamentale per garantire che il futuro della rete sia costruito attorno alle “necessità delle persone e non solo a quelle dei mercati”. In una internet che sempre più speditamente diventa un territorio strutturato attorno a “walled garden” (giardini recintati) governati algoritmicamente e dal capitalismo della sorveglianza, Wikipedia rappresenta una alternativa da preservare e attorno alla quale ispirare la pretesa di una rete diversa e che, soprattutto, sappia essere qualcosa di diverso. Questa pretesa non è nostalgia idilliaca per una internet che non c’è più, è al contrario la rivendicazione di una possibilità: quella che internet continui ad assomigliare più a una biblioteca che alla televisione.

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