Giuseppe Conte è atteso questa mattina al Quirinale per formalizzare le dimissioni
“Giuseppe Conte si dimette. La decisione è arrivata poco dopo le 19 di ieri sera quando è apparso chiaro che, pur avendo ottenuto la fiducia in Parlamento la scorsa settimana, per l’attuale governo non c’era possibilità di sopravvivenza con numeri così risicati.
Alle nove del mattino è convocato il Consiglio dei Ministri in cui Conte ha deciso di comunicare l’intenzione di dimettersi e di salire al Quirinale per formalizzare la decisione davanti al Capo dello Stato.
LE DIMISSIONI
Questa decisione di Conte apre una crisi al buio.
Il premier va a dimettersi senza avere, per ora, la certezza di avere un Conte ter, un immediato nuovo incarico, perché non ha una maggioranza, ampia e solida, in Senato, da proporre al presidente della Repubblica.
Non sono arrivati i responsabili che si cercavano in Senato e la maggioranza avrebbe rischiato di essere battuta già mercoledì con la relazione sulla giustizia del ministro Bonafede. Dovrebbero a questo punto aprirsi le consultazioni che dovrebbero essere veloci.
LE POSIZIONI
Il Movimento 5 stelle e il Pd, ma anche Liberi e Uguali, vedono come migliore soluzione possibile un nuovo governo a guida Conte. Per i penstastellati in particolare l’unica via d’uscita è un Conte Ter, un terzo governo guidato dall’attuale premier. Il M5S si oppone fermamente al rientro nella maggioranza di Italia Viva che ha portato alla crisi, è possibile però che non esistano alternative a un governo con l’appoggio di Renzi che il Pd accetterebbe.
Per il Partito Democratico le dimissioni sono passaggio necessario per far emergere i volenterosi, i voti che potrebbero salvare il governo. Secondo il Pd è necessario «un Governo autorevole, europeista e in grado di affrontare i problemi facendo un appello alla responsabilità a tutti».
Dal Centrodestra l’unica posizione discordante, fra i partiti maggiori, rispetto alla richiesta di elezioni (le vogliono Lega e Fratelli d’Italia) è quella di Forza Italia. Una nota di Silvio Berlusconi propone un’alternativa: «Governo di larghe intese o ritorno alle urne». L’ex premier ha ribadito che «nessuna trattativa è in corso per un eventuale sostegno di qualunque tipo al governo in carica» e ha detto di confidare nel capo dello Stato. È in programma un vertice con tutta la coalizione allargato a Udc (che ancora si chiama fuori dalla richiesta di responsabili), Noi con l’Italia e Cambiamo, riporta VanityFair.it”
