Lo sci potrebbe tornare ben presto, ma sulla riapertura decide tutto il Governo
Ci sono scadenze e nodi da sciogliere proprio nei giorni in cui l’esecutivo dimissionario gestisce solo l’ordinaria amministrazione e il nascente governo Draghi ancora non pronto. Fra queste scadenze una interessa in particolare gli italiani: quella sul divieto di spostamento fra le regioni che è in vigore fino al 15 febbraio.
Prima della crisi l’orientamento del governo era quello di prorogarlo fino al 5 marzo, data in cui scadono le altre misure previste dall’ultimo Dpcm di Giuseppe Conte.
Ora non si sa. Se il governo, quale che sia in carica, non farà nessun provvedimento, i confini fra le regioni si riapriranno a tutti. Finora era possibile oltrepassarli solo con autocertificazione per motivi di lavoro, di salute, di urgenza, ritorno alla propria residenza o per raggiungere le seconde case di proprietà o prese in affitto prima del 20 dicembre.
Per ora non è stato chiesto un parere su questo argomento al Comitato Tecnico scientifico che invece si è espresso sull’altra questione in scadenza il 15 febbraio: la chiusura degli impianti sciistici. Qui c’è stato il via libera, ma solo per le regioni gialle, ad aprire gli impianti e quindi a far partire la stagione dello sci secondo le linee guida presentate dalle regioni.
Sono però le stesse regioni a tentennare ora. Per molte località non avrebbe senso economicamente mettere in moto gli impianti, aprire rifugi e alberghi se fosse impedita la circolazione fra una regione e l’altra. A pesare su questa decisione sarà soprattutto l’andamento della curva epidemiologica, quei dati che ogni settimana stabiliscono i colori delle regioni.
Oggi la decisione sui nuovi passaggi di colore. Sperano di andare in giallo Puglia e Sardegna. Ci sono però timori per l’aumento dei casi e focolai importanti a Perugia e Chieti, che potrebbero diventare zone rosse locali. C’è poi il caso Alto Adige che dall’8 febbraio, per tre settimane, torna in lockdown. Le nuove e più rigide misure sono state decise dalla Giunta provinciale: chiusi i negozi, didattica a distanza nelle scuole e divieto di spostamento dai Comuni. Riporta VanityFair.it.
