
(ANSA) – QUITO, 07 FEB – Al termine di mesi di tensioni e
polemiche, si sono aperti alle 7 (le 13 italiane) i seggi in
Ecuador dove oltre 13 milioni di aventi diritto potranno votare
per scegliere, fra 16 candidati, il nuovo capo dello Stato e i
137 membri del Congresso (Parlamento unicamerale) per il
prossimo quadriennio.
La recrudescenza in gennaio della pandemia da coronavirus ha
fatto temere a un certo punto un possibile rinvio delle
votazioni, ma alla fine il Consiglio nazionale elettorale (Cne)
le ha confermate per oggi disponendo comunque severe misure
sanitarie.
Alla vigilia della consultazione la presidente della Missione
di osservatori dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa)
ed ex vicepresidente di Panama, Isabel de Saint Malo, ha
assicurato che “il sistema informatico del Cne è stato
rafforzato, e ora l’Ecuador è pronto a raccogliere la sfida
elettorale”, Soltanto tre fra i candidati alla successione del presidente
conservatore Lenin Moreno hanno possibilità di successo secondo
quanto è emerso dai sondaggi realizzati fino ad una settimana
fa.
Si tratta dell’economista Andrés Arauz, leader del movimento
Unes ispirato dall’ex presidente progressista Rafael Correa; del
banchiere Guillermo Lasso (Creo, destra), al suo terzo tentativo
di raggiungere la massima carica dello Stato, e del leader del
movimento indigeno Pachakutik, Yaku Pérez, che ha posizioni di
sinistra, ma è fortemente ostile a Correa.
Secondo la Costituzione ecuadoriana per vincere al primo
turno un candidato deve ottenere il 50% dei voti, o almeno il
40%, ma con dieci punti di vantaggio sul secondo. In caso
contrario per l’11 aprile è previsto un ballottaggio fra i due
candidati meglio piazzati.
Alla chiusura dei seggi (le 23 in Italia) comincerà lo
scrutinio, e in tempi brevi, hanno promesso le autorità
elettorali, si potranno avere i primi risultati. Quelli
definitivi dovrebbero essere invece noti verso la mezzanotte (le
6 italiane di lunedì). (ANSA).
