
(ANSA) – PERUGIA, 08 FEB – Sospese fino al 21 febbraio negli
ospedali dell’Umbria le attività chirurgiche di ricovero “programmate procrastinabili” e quelle di specialistica
ambulatoriale “procrastinabili”. Lo hanno comunicato con una
lettera ai direttori generali delle Aziende sanitarie e
ospedaliere, il commissario regionale per l’emergenza Covid,
Massimo D’Angelo e il direttore alla Salute della Regione
Umbria, Claudio Dario.
La Regione ha spiegato che così com’è già avvenuto nella Fase
2 dell’ondata pandemica, la risalita della curva dei contagi e
la presenza di varianti, “hanno imposto di adottare una serie di
misure per evitare la diffusione del virus negli ospedali e
preservare il sistema sanitario”. La sospensione delle attività
non urgenti è stata quindi decisa “al fine del rafforzamento
delle misure di prevenzione attualmente in vigore”.
Inoltre, è stato richiesto di chiudere tutti gli accessi agli
ospedali consentendo l’ingresso solo dall’entrata principale con
sorveglianza e triage, di sospendere le visite ai degenti e
limitare l’accesso dei caregiver ai solo testati con tampone
molecolare negativo, di potenziare le misure di sorveglianza del
personale, sottoporre a sorveglianza tutti gli attuali degenti e
a tampone molecolare tutti i pazienti in ingresso come già
avviene, da ripetere nei negativi a distanza di 48 ore
mantenendo l’isolamento degli ingressi.
Nelle strutture residenziali extraospedaliere – spiega ancora
la Regione – si applicano le stesse misure. Inoltre, dovranno
essere sospese tutte le visite salvo autorizzazioni specifiche
per i caregiver da parte dei direttori sanitari e comunque potrà
essere consentito l’accesso solo a soggetti con tampone
molecolare negativo, con l’indicazione di chiare indicazioni di
comportamenti per la sicurezza di ospiti e personale, da tenere
anche al di fuori della struttura. (ANSA).
