Come riporta “Tg Com24“: è stato ucciso “con pugni, calci e con l’utilizzo di uno strumento da muratore comunemente denominato mazzetta”. Si tratta di Filippo Incarbone, il muratore scomparso da Vigevano (Pavia) dall’inizio di gennaio. Lo si legge nel provvedimento di fermo a carico dei due indagati ora in carcere. I due poi, dopo l’omicidio, avrebbero buttato il corpo nel fiume Ticino.
Sono infatti in corso da questa mattina nel tratto del fiume Ticino a Vigevano (Pavia) le ricerche del corpo. La scorsa notte i carabinieri hanno sottoposto a fermo due uomini residenti nella città ducale. Uno di 43 e l’altro di 31 anni, indiziati per l’omicidio di Incarbone e la distruzione di cadavere. Un omicidio che, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Vigevano, coordinati dal pm Paolo Mazza e dal procuratore Mario Venditti, sarebbe legato a un “debito verosimilmente riconducibile all’acquisto di stupefacenti”. Oltre che alla vicenda di un incidente stradale, causato da uno dei due fermati, ma che la vittima era stata costretta a denunciare, fingendo di essere il conducente al posto suo.
