Facebook blocca le pagine dell’esercito del Myanmar

Nuova mossa della piattaforma contro i militari dopo il colpo di Stato di inizio febbraio. Oscurata la pagina ufficiale perché incitava alla violenza

Facebook tratta la situazione in Myanmar come un’emergenza (immagine: Facebook)

Continua il blocco da parte di Facebook nei confronti della propaganda dell’esercito birmano che all’inizio di febbraio ha preso il potere in Myanmar con un colpo di stato estromettendo il governo che aveva regolarmente vinto le elezioni.

Facebook ha ora eliminato la pagina principale delle forze armate spiegando che il provvedimento è stato intrapreso a seguito della violazione degli standard della piattaforma che proibiscono l’incitamento alla violenza. Il blocco arriva dopo che alcuni agenti di polizia hanno aperto il fuoco contro manifestanti che protestavano contro il colpo di stato in varie città, uccidendone due.

In linea con le nostre politiche globali, abbiamo rimosso la pagina del team di informazioni di Tatmadaw True News da Facebook per ripetute violazioni dei nostri standard comunitari che proibiscono l’incitamento alla violenza”, ha spiegato un portavoce di Facebook a Reuters.

Questa è solamente l’ultima delle azioni intraprese da Menlo Park contro l’esercito in Myanmar iniziate nel 2018 con l’espulsione dal social network del capo dell’esercito, Min Aung Hlaing, e di altri 19 alti ufficiali. Prima delle elezioni dello scorso novembre, vinte dalla Lega nazionale per la democrazia (Ndl) partito del premio Nobel Aung San Suu Kyi, il social network aveva rimosso una rete composta da 70 account e pagine fake, gestiti da membri delle forze armate, responsabili di aver pubblicato contenuti pro-esercito e notizie false contro Ndl e la sua leader Suu Kyi.

A metà febbraio, poco dopo il colpo di stato, la piattaforma ha ulteriormente limitato le comunicazioni dell’esercito birmano applicando delle restrizioni alla pagina del Tatmadaw Information Team e all’account del portavoce dei militari, il generale Zaw Min Tun. Nel frattempo l’esercito sta lavorando a una legge attraverso la quale riuscirebbe a ottenere il controllo del web per soffocare le proteste in favore della democrazia e interrompere l’accesso ai social network, tra cui Facebook.

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