
(ANSA) – LONDRA, 31 MAR – Non è mancata una battuta pungente
verso la Russia, un passo oltre i suoi standard abituali di
correttezza diplomatica, nell’evento che ha segnato oggi la
ricomparsa in pubblico della regina Elisabetta fuori dal
castello di Windsor, dopo mesi d’isolamento quasi totale legato
alle cautele dell’emergenza Covid. Vestita di verde,
l’inossidabile sovrana britannica, 95 anni il mese prossimo, si
è mostrata per una cerimonia in onore del centenario della
fondazione della Royal Australian Air Force (RAAF),
l’aeronautica militare dell’Australia, paese dell’ex impero
tuttora legato alla sua corona. Cerimonia, accompagnata da un
rito in memoria dei caduti, tenutasi presso il Commonwealth War
Graves Commission Air Forces Memorial di Runnymede, nel Surrey.
Affiancata dall’alto commissario dell’Australia a Londra,
George Brandis, e da esponenti del vertice militare, Sua Maestà
ha esaltato “il sacrificio e le qualità” dei circa 350.000
uomini e donne che hanno servito nei ranghi della Raaf dal 1921
a oggi e dei circa 11.000 di loro caduti fra la Seconda Guerra
Mondiale e altri conflitti combattuti al fianco dei britannici:
dal Sud-est asiatico, all’Iraq, all’Afghanistan. Poi,
rivolgendosi in un momento più leggero a un pilota australiano
di base nel Regno Unito fra le file di uno squadrone di caccia
Typhoon, gli ha chiesto a bruciapelo se fosse mai stato “spedito
a intercettare i Russi”; cosa a cui l’ufficiale ha risposto
spavaldo: “That’s correct, ma’am, it’s a lot of fun for us!'”
(“E’ esatto signora. Ed è un gran divertimento per noi!”).
(ANSA).
